Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Ambrogio Bianchi (Cremona, 17 ottobre 1771 - Roma, 3 marzo 1856) è stato un cardinale camaldolese, abate generale del suo ordine, consultore e poi membro della Congregazione del Sant'Uffizio e membro della Congregazione dell'Indice.
Entrò nella Congregazione camaldolese il 28 ottobre 1787 a Fonte Avellana. Compiuti gli studi a Fonte Avellana e a San Gregorio al Celio a Roma, insegnò filosofia e teologia e svolse attività didattica anche nel seminario di Fabriano.
Dopo il periodo napoleonico fu docente nell'abbazia romana di San Gregorio al Celio. Nel 1821 divenne abate di San Biagio di Fabriano e nel 1824 abate di Fonte Avellana.
Il 9 dicembre 1828 fu nominato consultore della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari.
Il 19 febbraio 1831 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio e il 23 febbraio giurò come consultore.
Nel 1832 entrò nella Congregazione per l'Esame dei Vescovi in teologia e nel 1833 fu nominato consultore della Congregazione della Disciplina Regolare. Nello stesso anno divenne abate di San Gregorio al Celio e vicario dell'abate generale Placido Zurla.
Nel 1835 fu eletto abate generale dei Camaldolesi, incarico che mantenne fino alla morte. Gregorio XVI lo creò cardinale in pectore il 6 aprile 1835, pubblicandone la nomina l'8 luglio 1839.
L'11 luglio 1839 fu nominato membro della Congregazione dell'Indice, nonché delle Congregazioni del Concilio, dei Riti e dei Vescovi e Regolari.
L'8 novembre 1839 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 20 novembre giurò come cardinale inquisitore.
Il 27 luglio 1840 fu nominato prefetto della Congregazione della Disciplina Regolare e nel 1841 entrò nella Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari.
Continuò parallelamente a esercitare il governo della Congregazione camaldolese, alla quale rimase strettamente legato per tutta la vita. Morì a Roma il 3 marzo 1856.
Bibliografia
- Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, p. 318.
- Alberico Pagnani, Il Cardinale Ambrogio Bianchi (1771-1856), in "Vita Monastica", 47, 1956, pp. 178-182.
- Alberico Pagnani, Storia dei Benedettini Camaldolesi: Cenobiti, Eremiti, Monache ed Oblati, Sassoferrato 1949, pp. 294-296.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 167-169.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]