Zurla, Placido

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Placido Zurla (Legnago, 2 aprile 1769 - Palermo, 29 ottobre 1834), al secolo Giacinto Zurla, è stato un cardinale camaldolese, studioso e uomo di Curia, membro della Congregazione dell'Indice e della Congregazione del Sant'Uffizio.

Dopo gli studi presso i Barnabiti a Crema e Lodi, nel 1787 entrò nell'abbazia camaldolese di San Michele di Murano, dove pronunciò la professione nel 1790. Si dedicò alla teologia, alla geografia e alla cartografia, acquistando particolare notorietà per i suoi studi sul mappamondo di fra Mauro e sui viaggiatori veneziani.

Dopo la soppressione napoleonica degli ordini religiosi insegnò nel seminario patriarcale di Venezia. Trasferitosi a Roma nel 1821, divenne consultore di Propaganda Fide e prefetto degli studi del Collegio Urbano.

L'8 giugno 1822 fu nominato consultore della Congregazione dell'Indice. Pio VII lo creò cardinale in pectore il 10 marzo 1823, rendendone pubblica la nomina il 16 maggio. Il 24 novembre 1823 divenne membro della Congregazione dell'Indice.

Il 2 gennaio 1824 fu nominato vicario della diocesi di Roma e membro della Congregazione del Sant'Uffizio; prestò il giuramento come cardinale inquisitore il 14 gennaio successivo. Leone XII gli affidò un ruolo di primo piano nella restaurazione religiosa della città, promuovendo la visita apostolica delle chiese, la disciplina del clero e una più rigorosa regolamentazione dei costumi.

Nel 1830 fu nominato prefetto della Congregazione degli Studi. Morì a Palermo il 29 ottobre 1834 durante un viaggio in Sicilia.

Pur essendo stato inizialmente vicino ad ambienti moderati della Curia, durante il pontificato di Leone XII Zurla si collocò decisamente nell'area degli zelanti. Il suo rigorismo morale, il tomismo e l'azione svolta come cardinale vicario ne fanno una figura significativa dell'intransigentismo della Restaurazione.

Bibliografia

  • Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, in part. pp. 485-487.
  • Francesco Buscemi, Zurla, Giacinto, in DBI, vol. 100 (2020).
  • MORONI, vol. CIII (1861), pp. 493-514.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1596-1601.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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