Citolini, Alessandro

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Alessandro Citolini (anche Cittolini o Citolino) (Serravalle, oggi Vittorio Veneto, ca. 1500 - Inghilterra, dopo il 1581) è stato un letterato, teorico della lingua e cultore dell'arte della memoria, perseguitato per eresia e quindi esule nell'Europa riformata e in Inghilterra.

Cenni biografici

Nacque intorno al 1500 a Serravalle, nell'attuale Vittorio Veneto, figlio di Teofilo, in una famiglia di buone condizioni economiche. Ricevette una solida formazione umanistica e si legò presto a Giulio Camillo Delminio, del quale fu discepolo e dal quale derivò un duraturo interesse per l'arte della memoria e per i sistemi di organizzazione del sapere. Nel 1528 compare, insieme a Lorenzo Lotto, tra i testimoni del testamento di Sebastiano Serlio, che aveva designato proprio Camillo suo erede universale.

Seguì probabilmente il maestro in alcuni dei suoi spostamenti e soggiornò anche in Francia. Nel corso degli anni Trenta entrò in rapporto con diversi protagonisti della cultura italiana del tempo, tra i quali Claudio Tolomei, Pietro Aretino e soprattutto il suo concittadino Marcantonio Flaminio.

Nel 1539 si trovava a Roma, dove alcune sue poesie furono comprese nei Versi e regole della nuova poesia toscana curati da Claudio Tolomei. L'anno seguente pubblicò la Lettera in difesa de la lingua volgare, intervento significativo nella discussione cinquecentesca sulla lingua. Citolini rivendicava la piena dignità del volgare come lingua viva, non riducibile rigidamente al solo modello toscano, e aperta agli apporti delle differenti parlate italiane.

La Lettera presenta anche aspetti di interesse religioso. Era indirizzata a Cosimo Pallavicino, fratello di Giambattista Pallavicino, predicatore carmelitano coinvolto in vicende inquisitoriali, e conteneva accenti polemici nei confronti del clero e una decisa difesa dell'impiego del volgare anche nei testi di argomento religioso. Queste posizioni acquistano particolare rilievo alla luce delle testimonianze sull'orientamento religioso dell'autore.

Già nel 1538, secondo quanto dichiarò successivamente il chierico Ludovico Mantovano durante un procedimento inquisitoriale, a Serravalle si sarebbe raccolto intorno a Citolini, da poco tornato dalla Francia, un gruppo di giovani interessati alle nuove dottrine religiose. Egli sarebbe stato tra i principali diffusori locali di opinioni considerate «luterane» e avrebbe mantenuto rapporti con Marcantonio Flaminio. Anche altri suoi contatti, tra cui quello con il medico e letterato Orazio Brunetti, mostrano la sua precoce vicinanza ad ambienti religiosamente inquieti e sensibili alle istanze della Riforma.

Negli anni successivi Citolini continuò comunque a vivere e operare negli Stati italiani, celando prudentemente le proprie convinzioni. Si spostò tra Roma, Genova, Venezia, Padova e altre città e partecipò intensamente alle discussioni letterarie e linguistiche del tempo. Intorno al 1553-54 fu precettore a Padova della giovane Isabella della Frattina e dei suoi fratelli. Negli anni Sessanta frequentò nuovamente la Frattina a Venezia e fu in rapporto anche con Giacomo Brocardo, anch'egli destinato a essere coinvolto in procedimenti inquisitoriali.

Parallelamente Citolini sviluppò gli interessi derivati dall'insegnamento di Giulio Camillo. Nel breve scritto I luoghi (1541) delineò un sistema volto a organizzare e classificare nella memoria la molteplicità delle conoscenze. Il progetto trovò più ampia realizzazione nella Tipocosmia, pubblicata a Venezia da Vincenzo Valgrisi nel 1561. Divisa in sette giornate, l'opera tentava di ordinare sistematicamente il mondo naturale e umano, intrecciando arte della memoria, lessicografia ed enciclopedismo. Pur risentendo profondamente dell'insegnamento di Camillo, rispetto al quale Citolini fu anche accusato di essersi indebitamente appropriato di alcune idee, la Tipocosmia sviluppava un autonomo interesse per la classificazione linguistica e concettuale del sapere. Vi affioravano inoltre motivi polemici verso alcuni aspetti della Chiesa romana e il richiamo a un cristianesimo delle origini.

Eterodossia, condanna ed esilio

Nel 1565 il Sant'Uffizio veneziano avviò formalmente un procedimento per eresia contro Citolini. Egli lasciò l'Italia prima della conclusione del processo e il 28 luglio 1565 fu condannato in contumacia come eretico, fuggitivo e impenitente.

Le indagini inquisitoriali coinvolsero anche la sua famiglia. La moglie Dorotea di Lavini e i figli Paolo Emilio, Marcantonio e Teofilo furono sospettati di condividere, almeno in parte, le convinzioni religiose del capofamiglia; Paolo Emilio e Teofilo furono a loro volta interessati dalle procedure avviate dopo la fuga paterna.

Citolini raggiunse dapprima Ginevra e quindi Strasburgo, dove trovò appoggio presso l'umanista protestante Johannes Sturm. Questi lo raccomandò ad autorevoli personalità inglesi, tra cui William Cecil, e alla stessa Elisabetta I. Alla fine del 1565 Citolini si trasferì pertanto in Inghilterra.

Tentò quindi di mettere le proprie conoscenze e relazioni al servizio della monarchia elisabettiana. Nel 1566 svolse una missione sul continente seguendo per conto inglese i lavori della Dieta di Augusta. Nelle lettere di questi anni presentò ormai apertamente il proprio esilio come conseguenza della scelta religiosa compiuta e manifestò il desiderio di sottrarre anche la famiglia all'Italia cattolica.

Le speranze di assicurarsi una stabile protezione economica presso la corte inglese non ebbero tuttavia pieno successo. Negli anni successivi visse soprattutto a Londra, cercando sostegno presso Cecil, Matthew Parker e altri esponenti dell'ambiente elisabettiano e mantenendosi probabilmente anche attraverso l'insegnamento della lingua italiana.

A questo periodo risale la sistemazione della Grammatica de la lingua italiana, rimasta manoscritta e oggi conservata presso la British Library. L'opera sviluppava questioni fonetiche, ortografiche e grammaticali sulle quali Citolini rifletteva da tempo. La sua attività linguistica ebbe una certa influenza anche su John Florio, che utilizzò materiali riconducibili a Citolini nei Firste Fruites del 1578 e ricordò poi la Tipocosmia nel suo A Worlde of Wordes.

Le ultime notizie certe su Citolini appartengono all'ambiente italiano della Londra elisabettiana. Giordano Bruno, nella prima redazione della Cena de le ceneri, ricordò un incidente occorso al «povero» Alessandro Citolini, aggredito per strada a Londra. L'episodio dovrebbe collocarsi intorno al 1580-81. Non è nota con certezza la data della sua morte, avvenuta verosimilmente in Inghilterra dopo il 1581.

Opere principali

  • Lettera in difesa de la lingua volgare, Francesco Marcolini, Venezia 1540.
  • I luoghi, Venezia 1541.
  • La Tipocosmia, Vincenzo Valgrisi, Venezia 1561.
  • Grammatica de la lingua italiana, manoscritto, British Library, Arundel 258.

Bibliografia

  • Luigi Fessia, Alessandro Citolini esule italiano in Inghilterra, in «Rendiconti del R. Istituto lombardo di scienze e lettere. Classe di lettere e scienze morali e storiche», s. III, 73, 1939-1940, pp. 213-243.
  • Maria Grazia Bellorini, La Grammatica de la lingua italiana di Alessandro Citolini, in «English Miscellany», 16, 1965, pp. 281-296.
  • Massimo Firpo, Citolini, Alessandro, in DBI, vol. 26 (1982).
  • Nilo Faldon, Alessandro Citolini da Serravalle e la Lettera de la lingua volgare, Battivelli, Conegliano 1990.
  • Lisa Della Giustina, Erasmo e il Cinquecento: tracce erasmiane in Alessandro Citolini (1540-1561), in «Studi storici Luigi Simeoni», 48, 1998, pp. 67-80.
  • Lisa Della Giustina, La Tipocosmia di Alessandro Citolini (1561). Nuove forme di enciclopedismo nel XVI secolo, in «Archivio Storico Italiano», 157/1, 1999, pp. 63-87.
  • Anna Antonini, La riflessione linguistica di Alessandro Citolini, in «Studi di grammatica italiana», 18, 1999, pp. 257-282.
  • Alessandro Citolini, Scritti linguistici, a cura di Claudio Di Felice, Libreria dell'Università Editrice, Pescara 2003.
  • Roberto Norbedo, A proposito dell'edizione della “Lettera in difesa de la lingua volgare” di Alessandro Citolini, in «Studi linguistici italiani», 32/1, 2006, pp. 123-139.

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2026

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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