Camillo, Giulio (detto Delminio)

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giulio Camillo, detto Delminio (Portogruaro, ca. 1480 - Milano, 15 maggio 1544) è stato un umanista, filosofo e teorico dell'arte della memoria.

Formatosi nell'ambiente umanistico veneto, visse tra Venezia, Padova, Bologna, Roma, Genova e la Francia, entrando in rapporto con numerosi protagonisti della cultura del primo Cinquecento. Fu legato, tra gli altri, a Marcantonio Flaminio e fu maestro e punto di riferimento di Alessandro Citolini.

La sua fama è soprattutto legata al progetto del "Teatro della memoria", concepito come uno strumento capace di ordinare e rendere accessibile l'intero sapere attraverso una complessa architettura simbolica. Nel suo pensiero confluirono neoplatonismo, ermetismo, cabala cristiana, astrologia e tradizione mnemotecnica. Il progetto, che ebbe vasta risonanza tra i contemporanei, fu illustrato soprattutto nell'Idea del Theatro, pubblicata postuma nel 1550.

Camillo mostrò anche una particolare sensibilità per questioni religiose. Frequentò ambienti attraversati dalle istanze di rinnovamento spirituale del primo Cinquecento e fu in contatto con figure vicine al gruppo di Reginald Pole. Nel 1542 soggiornò inoltre a Ginevra, dove suscitò l'attenzione e i sospetti di Giovanni Calvino. Non risulta tuttavia che abbia aderito stabilmente a una confessione riformata né che sia stato oggetto di un vero procedimento inquisitoriale.

La sua figura è di interesse per la storia dell'eterodossia soprattutto per la circolazione, nella sua opera e nei suoi ambienti di relazione, di motivi ermetici, cabalistici e religiosi che caratterizzarono una parte significativa della cultura italiana precedente e contemporanea alla Riforma.

Opere

  • L'Idea del Theatro, Agostino Bindoni, Venezia 1550.
  • Tutte le opere di M. Giulio Camillo Delminio, Gabriel Giolito de' Ferrari, Venezia 1552.

Bibliografia

  • Frances A. Yates, The Art of Memory, Routledge and Kegan Paul, London 1966.
  • Lu Beery Wenneker, An Examination of L'Idea del Theatro of Giulio Camillo, Including an Annotated Translation, with Special Attention to his Influence on Emblematica and Iconography, University of Pittsburgh, Pittsburgh 1970.
  • Giorgio Stabile, Camillo, Giulio, detto Delminio, in DBI, vol. 17 (1974).

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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