Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Gregorio Pietro XV Agagianian (Akhaltsikhe, 18 settembre 1895 - Roma, 16 maggio 1971) è stato un cardinale e patriarca cattolico armeno, prefetto della Congregazione de Propaganda Fide e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Nato nel Caucaso allora appartenente all'Impero russo, con il nome di Ghazaros Aghajanian, fu inviato giovanissimo a Roma, dove si formò presso il Pontificio Collegio Urbano e conseguì i titoli in filosofia, teologia e diritto canonico. Fu ordinato sacerdote il 23 dicembre 1917. Dopo un periodo di ministero tra gli armeni cattolici del Caucaso, tornò a Roma e fu vicerettore e quindi rettore del Pontificio Collegio Armeno.
Nel 1935 fu nominato vescovo titolare di Comana di Armenia e il 30 novembre 1937 fu eletto patriarca di Cilicia degli Armeni, assumendo il nome di Gregorio Pietro XV. Pio XII lo creò cardinale nel concistoro del 18 febbraio 1946, assegnandogli il titolo di San Bartolomeo all'Isola.
La sua attività fu caratterizzata soprattutto dall'attenzione alle Chiese orientali e alla dimensione missionaria e universale del cattolicesimo. Il 2 luglio 1955 fu posto a capo della Pontificia Commissione per la revisione del Codice di diritto canonico orientale.
Il 18 giugno 1958 Pio XII lo nominò pro-prefetto della Sacra Congregazione de Propaganda Fide. Il giorno successivo, 19 giugno 1958, con biglietto della Segreteria di Stato, fu nominato membro della Suprema Sacra Congregazione del Sant'Offizio. Fu contemporaneamente nominato membro della Congregazione Concistoriale.
L'appartenenza al Sant'Uffizio si protrasse fino alla riforma del dicastero del 7 dicembre 1965. Non emergono tuttavia, allo stato delle fonti disponibili, specifici interventi personali di Agagianian nelle principali campagne disciplinari e dottrinali della Suprema. Il suo profilo ecclesiastico appare sensibilmente diverso da quello della componente più propriamente intransigente della Congregazione: pur solidamente legato alla tradizione dottrinale e alla struttura gerarchica della Chiesa, fu soprattutto un uomo delle missioni e delle Chiese orientali.
Dopo la morte di Pietro Fumasoni Biondi, il 18 luglio 1960 divenne prefetto della Congregazione de Propaganda Fide, incarico che mantenne fino al 1970. Sotto la sua direzione il dicastero accompagnò la rapida crescita delle Chiese locali in Africa e Asia e la progressiva valorizzazione del clero e dell'episcopato autoctoni.
Agagianian ebbe inoltre un ruolo significativo nel Concilio Vaticano II. Presiedette la Commissione conciliare De Missionibus e fu poi uno dei moderatori dei lavori conciliari; contribuì in particolare alla riflessione che condusse al decreto missionario Ad gentes.
Il suo orientamento può quindi essere definito tradizionale ma non intransigente: alla formazione romana e alla fedeltà all'istituzione ecclesiastica si accompagnarono una forte sensibilità per la pluralità delle tradizioni cattoliche, per l'attività missionaria e per il rinnovamento conciliare. Questa caratterizzazione lo distingue nettamente da figure come Alfredo Ottaviani.
Nel 1962 rinunciò al patriarcato armeno per dedicarsi pienamente agli incarichi romani. Lasciò la guida di Propaganda Fide nel 1970 e morì a Roma il 16 maggio 1971.
Bibliografia
- AAS, 50 (1958), p. 493.
- Agagianian, Gregorio Pietro XV, in Enciclopedia Italiana, II Appendice, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 1948, online.
- Alessandra Scotto, «Chiesa e missione sono indistinguibili». Agagianian, un appassionato discepolo di Cristo, Velar, Gorle 2024.
- John Whooley, The Armenian Catholic Church: A Study in History and Ecclesiology, in "The Heythrop Journal", 45/4, 2004, pp. 416-434.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]