Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Pietro Fumasoni Biondi (Roma, 4 settembre 1872 - Roma, 12 luglio 1960) è stato un cardinale e diplomatico pontificio; fu consultore della Congregazione del Sant'Uffizio, poi membro della stessa in qualità di cardinale, nonché prefetto della Congregazione de Propaganda Fide.
Formazione e primi incarichi
Nato a Roma da Filippo Fumasoni Biondi e Gertrude Roselli, apparteneva a una famiglia dell'aristocrazia romana. Compì gli studi presso il Pontificio Seminario Romano e fu ordinato sacerdote il 17 aprile 1897 dal cardinale Lucido Maria Parocchi.
Dopo l'ordinazione fu docente presso il Pontificio Ateneo Urbaniano de Propaganda Fide e svolse incarichi all'interno della Congregazione de Propaganda Fide. La formazione e la prima parte della sua carriera furono dunque strettamente legate agli ambienti missionari romani, che rimasero il principale campo della sua attività anche nei decenni successivi.
La carriera diplomatica
Il 14 novembre 1916 Benedetto XV lo nominò arcivescovo titolare di Dioclea e delegato apostolico nelle Indie Orientali. Fu consacrato vescovo il 10 dicembre successivo nella cappella del Pontificio Ateneo Urbaniano dal cardinale Domenico Serafini, assistito dai vescovi Joseph Armand Legrand e Agostino Zampini.
La delegazione nelle Indie Orientali, con sede a Kandy, a Ceylon, gli permise di acquisire una conoscenza diretta delle problematiche missionarie asiatiche. Nel dicembre 1919 fu trasferito in Giappone come delegato apostolico, con competenze estese anche alla Corea e a Formosa. In tale incarico contribuì allo sviluppo delle relazioni tra la Santa Sede e le autorità giapponesi.
Richiamato a Roma, il 16 giugno 1921 fu nominato segretario della Congregazione de Propaganda Fide. Pochi giorni dopo, il 25 giugno 1921, fu nominato anche consultore della Congregazione del Sant'Uffizio. La sua collaborazione con la Suprema precedette quindi di oltre un decennio la sua elevazione al cardinalato.
Il 14 dicembre 1922 Pio XI lo nominò delegato apostolico negli Stati Uniti d'America. Rimase a Washington fino al 1933, in anni segnati dalla forte crescita e dalla progressiva integrazione della Chiesa cattolica statunitense. La sua attività comportò frequenti visite alle diocesi, rapporti con l'episcopato e la trasmissione alla Santa Sede di informazioni sulla situazione religiosa, sociale ed etnica del cattolicesimo americano.
Cardinale e prefetto di Propaganda Fide
Pio XI lo creò cardinale nel concistoro del 13 marzo 1933. Il 16 marzo gli fu assegnato il titolo di Santa Croce in Gerusalemme e, nello stesso giorno, fu nominato prefetto della Congregazione de Propaganda Fide, succedendo al cardinale Willem Marinus van Rossum.
La lunga prefettura di Fumasoni Biondi, protrattasi fino alla morte nel 1960, coincise con una fase decisiva nella trasformazione del cattolicesimo missionario. Durante questi decenni la Santa Sede favorì sempre più la formazione del clero locale, la promozione di vescovi autoctoni e la progressiva costituzione di gerarchie ecclesiastiche indipendenti dal personale missionario europeo.
Un episodio significativo riguardò la questione dei riti cinesi. Nel 1934 Fumasoni Biondi autorizzò i vicari apostolici del Manciukuò a riesaminare la natura delle cerimonie confuciane, aprendo la strada a una revisione della precedente disciplina. Nel maggio 1935 Propaganda Fide ammise la possibilità per i cattolici di partecipare agli onori civili resi a Confucio; il processo culminò, sotto la sua prefettura, nell'istruzione del dicembre 1939 che riconobbe il carattere civile di diversi riti cinesi e abolì le precedenti restrizioni più rigide.
Anche in Giappone, nel 1936, Propaganda Fide riconobbe la natura civile e patriottica di determinate cerimonie legate ai santuari shintoisti, consentendo ai cattolici di prendervi parte in determinate condizioni.
Il Sant'Uffizio
La collaborazione con la Congregazione del Sant'Uffizio, iniziata nel 1921 come consultore, proseguì dopo la sua elevazione al cardinalato.
Il 2 febbraio 1934 Pio XI lo nominò formalmente membro della Suprema Sacra Congregazione del Sant'Uffizio. Entrò quindi nella Congregazione come cardinale inquisitore, affiancando tale incarico alla prefettura di Propaganda Fide.
La presenza simultanea ai vertici di Propaganda Fide e tra i cardinali del Sant'Uffizio assume particolare rilievo in relazione alle questioni dottrinali e disciplinari provenienti dai territori missionari. Rimase membro della Suprema fino alla morte.
Gli ultimi anni
Fumasoni Biondi partecipò al conclave del 1939 che elesse Pio XII. Dal 12 maggio 1941 al febbraio 1946 fu cardinale camerlengo.
Durante il pontificato di Pio XII continuò a dirigere Propaganda Fide negli anni della seconda guerra mondiale, della decolonizzazione e della progressiva costituzione di gerarchie cattoliche locali in Asia e Africa. Il pontefice gli indirizzò, il 9 agosto 1950, una lettera dedicata al sostegno delle missioni, successivamente richiamata nell'enciclica Evangelii praecones del 1951.
Partecipò anche al conclave del 1958, che elesse Giovanni XXIII. Rimase prefetto di Propaganda Fide e membro del Sant'Uffizio fino alla morte, avvenuta a Roma il 12 luglio 1960. Fu sepolto nel sacello di Propaganda Fide presso il cimitero del Verano.
Fonti e bibliografia
- AAS, 13 (1921), p. 366.
- AAS, 25 (1933), p. 144.
- AAS, 26 (1934), p. 136.
- AA.VV., Miscellanea Pietro Fumasoni Biondi. Studi missionari raccolti in occasione del giubileo sacerdotale di S.E. il Sig. Cardinale Pietro Fumasoni Biondi, Prefetto della S. Congregazione «de Propaganda Fide», Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1947.
- Giuseppe De Marchi, Le nunziature apostoliche dal 1800 al 1956, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1957.
- Josef Metzler, La Congregazione «de Propaganda Fide» e lo sviluppo delle missioni cattoliche (ss. XVIII al XX), in "Anuario de Historia de la Iglesia", 9 (2000), pp. 145-154.
- Josef Metzler (a cura di), Sacrae Congregationis de Propaganda Fide Memoria Rerum. 350 anni a servizio delle missioni, 1622-1972, 3 voll. in 5 tomi, Herder, Roma-Freiburg-Wien 1971-1976.
- Pio XII, Evangelii praecones, 2 giugno 1951, in AAS, 43 (1951), pp. 497-528.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]