Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Sisto da Siena (Siena, 1520 – Genova, 28 settembre 1569) è stato un religioso, predicatore e studioso della Bibbia. Francescano conventuale e poi domenicano, fu processato dal Sant'Uffizio per la sua predicazione e in seguito collaborò strettamente con l'Inquisizione. È noto soprattutto per la sua Bibliotheca sancta.
Cenni biografici e processo inquisitoriale
Entrò giovane tra i francescani conventuali e, dopo gli studi teologici, svolse un'intensa attività di predicatore. Negli anni quaranta del Cinquecento predicò in diverse città dell'Italia settentrionale, tra cui Venezia, Vicenza, Brescia e Ferrara. Entrò in rapporto con ambienti interessati alla riforma religiosa e con alcuni esponenti degli «spirituali» veneziani.
Le prediche tenute a Ferrara nel 1550 suscitarono sospetti. Denunciato alla Congregazione del Sant'Uffizio, nel 1551 fece abiura e indicò i nomi di alcune persone con le quali aveva avuto contatti. Fu quindi riammesso alla predicazione, ma gli inquisitori ritennero che non avesse riferito tutto ciò che sapeva.
Durante la quaresima del 1552 la sua predicazione a Napoli venne sorvegliata per ordine del Sant'Uffizio. Interrogato sulle proprie affermazioni in materia di giustificazione, interpretazione delle Scritture e altri punti dottrinali, rivendicò la propria ortodossia. Il procedimento proseguì a Roma, dove fu incarcerato. La possibilità di considerarlo relapso lo espose a conseguenze gravissime; nel corso degli interrogatori denunciò altri membri degli ambienti spirituali che aveva frequentato.
Nel 1553 gli fu imposta l'abiura pubblica e una pena detentiva. L'intervento di Michele Ghislieri, futuro Pio V, favorì il suo passaggio all'ordine domenicano e il trasferimento nel convento genovese di Santa Maria di Castello. Qui riprese a predicare: nel 1556 pronunciò davanti alle autorità cittadine una predica sul governo della repubblica, pubblicata l'anno successivo.
La notizia, a lungo ripetuta, secondo cui Sisto sarebbe nato da una famiglia ebraica e avrebbe in seguito abbandonato il giudaismo non trova conferma nella documentazione oggi conosciuta. Il suo processo riguardò la predicazione e i rapporti con ambienti sospetti di eterodossia, non un presunto ritorno alla religione ebraica.
Dalla censura dei libri alla Bibliotheca sancta
Dopo il processo, Sisto collaborò con l'Inquisizione. Nel 1559 fu inviato a Cremona, in veste di vicario del Sant'Uffizio, per partecipare alle operazioni di censura e distruzione dei libri ebraici. Secondo la sua testimonianza, sottrasse al rogo numerose copie di un'edizione del Psalterium di Agostino Giustiniani, che giudicava utile agli studiosi cristiani. La sua attività a Cremona mostra come la repressione dei libri ebraici potesse accompagnarsi all'interesse cristiano per alcune loro tradizioni esegetiche.
La Bibliotheca sancta, pubblicata a Venezia nel 1566 e dedicata a Pio V, è la sua opera principale. Distribuita in otto libri, riunisce informazioni sul canone biblico, sugli autori e sugli interpreti delle Scritture, sui criteri della loro lettura e sulle controversie dottrinali che le riguardavano. Le sezioni finali prendono in esame e censurano interpretazioni giudicate eretiche.
Sisto attribuiva alla Vulgata un'autorità centrale nell'esegesi cattolica. La sua opera conserva tuttavia tracce di letture diverse, comprese quelle di Erasmo da Rotterdam e della tradizione cabalistica cristiana. La sua conoscenza diretta della letteratura ebraica, celebrata dalla tradizione biografica, è stata ridimensionata dagli studi più recenti. La Bibliotheca sancta ebbe comunque ampia circolazione e suscitò giudizi contrastanti: Antonio Possevino ne criticò, tra l'altro, il ricorso ad autori rabbinici, mentre Leone da Modena rispose alle pagine ostili al Talmud.
Sisto morì nel convento di Santa Maria di Castello a Genova il 28 settembre 1569.
Testi on line
- Bibliotheca sancta (Venezia, 1566), riproduzione digitale della Biblioteca Virtual Miguel de Cervantes.
Bibliografia
- Clemente Ancona, Attacchi contro il Talmud di Fra’ Sisto da Siena e la risposta, finora inedita, di Leone da Modena, rabbino in Venezia, in «Bollettino dell’Istituto di storia della società e dello Stato veneziano», V-VI, 1963-1964, pp. 297-323.
- Andrea Del Col, Note sull’eterodossia di fra Sisto da Siena. I suoi rapporti con Orazio Brunetto e un gruppo veneziano di «spirituali», in «Collectanea Franciscana», XLVII, 1977, pp. 27-64.
- Vincenzo Lavenia, Sisto da Siena, in DBI, vol. 93 (2018).
- Fausto Parente, Alcune osservazioni preliminari per una biografia di Sisto Senese. Fu realmente Sisto un ebreo convertito?, in Italia Judaica. Gli ebrei in Italia tra Rinascimento ed età barocca. Atti del II convegno internazionale (Genova, 10-15 giugno 1984), Ministero per i beni culturali e ambientali, Roma 1986, pp. 211-231.
- Fausto Parente, Sisto da Siena, in DSI, vol. III, pp. 1440-1441.
- Ulderico Parente, Sul preteso giudaismo di fra Sisto da Siena davanti all’Inquisizione romana (1551-1553), in Le Inquisizioni cristiane e gli ebrei, Accademia Nazionale dei Lincei, Roma 2003, pp. 375-405.
- Paola Zambelli, Cornelio Agrippa, Sisto da Siena e gli inquisitori, in «Memorie domenicane», n.s., III, 1972, pp. 146-164.
Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]