Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS
Serafino Vannutelli (Genazzano, 26 novembre 1834 – Roma, 19 agosto 1915) è stato un cardinale e diplomatico pontificio, prefetto della Congregazione dell'Indice, segretario della Congregazione del Sant'Uffizio e penitenziere maggiore.
Apparteneva a una famiglia borghese legata al servizio dei principi Colonna ed era fratello maggiore del cardinale Vincenzo Vannutelli. Studiò nel seminario di Palestrina e, dal 1852, al collegio Capranica di Roma. Conseguì al Collegio Romano i dottorati in filosofia nel 1855 e in teologia nel 1859; completò inoltre la formazione giuridica all'Apollinare. Ordinato sacerdote il 22 dicembre 1860, insegnò diritto al Seminario Romano e teologia dogmatica al Seminario Vaticano.
Nel 1864 entrò nel servizio diplomatico pontificio come uditore della nunziatura in Messico, dove rimase fino al 1867, assistendo alla caduta dell'impero di Massimiliano d'Asburgo. Fu quindi uditore della nunziatura di Monaco di Baviera. Il 25 giugno 1869 venne nominato arcivescovo titolare di Nicea e il 23 luglio delegato apostolico per Perù, Nuova Granada, Venezuela ed Ecuador, con sede a Quito.
Il 15 novembre 1875 fu nominato nunzio in Belgio. Durante la controversia scolastica apertasi con la legislazione del 1879 difese le posizioni della Chiesa; il conflitto condusse alla rottura delle relazioni diplomatiche tra il governo belga e la Santa Sede. Il 3 dicembre 1880 fu trasferito alla nunziatura di Vienna, dove partecipò all'azione diplomatica volta al riavvicinamento tra la Santa Sede e la Germania.
Leone XIII lo creò cardinale il 14 marzo 1887. Nel febbraio 1888 divenne prefetto della Congregazione delle Indulgenze e delle Reliquie; fu quindi segretario dei Memoriali dal 1889 e dei Brevi apostolici dal 1892. Nominato arcivescovo di Bologna il 16 gennaio 1893, non prese possesso della sede e il 12 giugno successivo passò alla diocesi suburbicaria di Frascati.
Il 9 dicembre 1893 fu nominato prefetto della Congregazione dell'Indice. Il 21 marzo 1894 entrò nella Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento come cardinale inquisitore il 4 aprile. Lasciò la prefettura dell'Indice il 1° ottobre 1896, quando fu trasferito alla Congregazione dei Vescovi e Regolari. Il 20 novembre 1899 divenne penitenziere maggiore e il 16 gennaio 1903 cardinale segretario del Sant'Uffizio, incarico che mantenne fino alla fine del 1908. Rimase membro della Congregazione fino alla morte.
Sul piano politico-ecclesiastico ebbe fama di moderato. Frequentò, insieme al fratello Vincenzo, il salotto romano della baronessa Augusta von Eichthal, luogo d'incontro di studiosi e personalità del cattolicesimo liberale. Nel 1897-1898 alcuni esponenti di questi ambienti, tra i quali Franz Xaver Kraus e Denis O'Connell, sostennero la prospettiva di una sua futura elezione al papato, collegandovi aspettative di maggiore apertura culturale e di un diverso orientamento della politica internazionale della Santa Sede. Queste relazioni documentano la sua vicinanza ad ambienti favorevoli al rinnovamento, senza consentire di attribuirgli tutte le posizioni dei suoi sostenitori.
Il 22 giugno 1903 passò alla sede suburbicaria di Porto e Santa Rufina. Nel 1904 entrò nella commissione per la codificazione del diritto canonico. Il 25 maggio 1914 ricevette la sede di Ostia e la conferma come decano del Collegio cardinalizio. Morì a Roma il 19 agosto 1915.
Bibliografia
- Claus Arnold, Frauen und „Modernisten“. Ein Kreis um Augusta von Eichthal, in Hubert Wolf (a cura di), Antimodernismus und Modernismus in der katholischen Kirche. Beiträge zum theologiegeschichtlichen Vorfeld des II. Vatikanums, Schöningh, Paderborn 1998, pp. 241-265.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1520-1522.
- Christoph Weber, Quellen und Studien zur Kurie und zur vatikanischen Politik unter Leo XIII. Mit Berücksichtigung der Beziehungen des Hl. Stuhles zu den Dreibundmächten, Niemeyer, Tübingen 1973, pp. 414-428.
Article written by Redazione | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]