Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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La sede inquisitoriale di Zara, di competenza domenicana, fu istituita probabilmente intorno al 1578, quando risulta attestato il primo inquisitore, fra Nicola da Zara (1578-1589). Il tribunale, dipendente dalla Congregazione del Sant'Uffizio, aveva sede presso il convento domenicano di San Domenico e rappresentava il principale centro dell'Inquisizione romana nella Dalmazia veneziana.
La giurisdizione dell'inquisitore di Zara, che assumeva anche il titolo di inquisitore generale della Dalmazia, si estendeva su un territorio assai vasto, comprendente numerose diocesi della costa adriatica e delle isole, tra cui Spalato, Sebenico, Traù, Cattaro, Curzola e Veglia. L'amministrazione di tale distretto richiedeva la collaborazione dei vicari inquisitoriali locali e delle autorità episcopali. Come nelle altre sedi del Dominio veneziano, l'attività del Sant'Uffizio era inoltre sottoposta alla vigilanza dei rappresentanti della Repubblica, particolarmente attenti a preservare le prerogative della giurisdizione secolare.
La particolare posizione geografica della Dalmazia, territorio di frontiera tra il mondo cattolico, quello ortodosso e l'Impero ottomano, conferiva alla sede inquisitoriale caratteristiche peculiari. L'attività del tribunale comprendeva la repressione dell'eterodossia religiosa, il controllo della circolazione dei libri proibiti e la vigilanza sulle pratiche magiche e superstiziose. All'inizio del Settecento Zara era classificata come sede inquisitoriale domenicana di terza classe.
Tra gli inquisitori più significativi si ricordano fra Francesco Parcich (1691-1709), successivamente nominato vescovo di Cattaro, e fra Giacinto Pellegrini da Zara (1783-1789), divenuto vescovo di Veglia. L'ultimo inquisitore conosciuto fu fra Antonio Cebalo da Curzola, attestato a partire dal 1790.
La caduta della Repubblica di Venezia nel 1797 non determinò l'immediata cessazione del tribunale, poiché la Dalmazia passò inizialmente sotto il dominio austriaco. La soppressione intervenne durante l'età napoleonica, tra il 1805 e il 1810, nel quadro della riorganizzazione delle istituzioni ecclesiastiche e della soppressione dei conventi.
Non si hanno notizie certe sulla sorte dell'archivio locale dell'Inquisizione di Zara, che risulta disperso. Una parte della corrispondenza degli inquisitori con la Congregazione romana, relativa agli anni 1701-1793, si conserva presso l'Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede (Sant'Uffizio, Stanza Storica, GG 4-p). Tale documentazione costituisce una fonte importante per la ricostruzione dell'attività del tribunale e dei suoi rapporti con Roma.
Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Zara
Bibliografia
- Andrea Del Col, Zara, in DSI, vol. III, p. 1716.
- Tomo Vereš, Dominikansko opće učilište u Zadru (1396-1807). Prvo hrvatsko sveučilište, Nakladni zavod Globus, Zagreb 1996.
Link
- Scheda sulla sede inquisitoriale di Zara sul sito Symogih.org
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]