Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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A Piacenza l'Inquisizione operò sin dal XIII secolo, in seguito all'insediamento dei domenicani nella città, avvenuto intorno al 1220. Il tribunale, ordinariamente affidato all'Ordine dei Predicatori, aveva sede presso il convento di San Giovanni in Canale. L'attività inquisitoriale medievale fu rivolta soprattutto alla repressione dei movimenti ereticali, in particolare catari e valdesi, incontrando talvolta forti resistenze da parte delle autorità e della società cittadina.
Dopo l'istituzione della Congregazione del Sant'Uffizio nel 1542, la riorganizzazione del tribunale fu condizionata dalle vicende politiche del ducato farnesiano. Durante l'occupazione imperiale di Piacenza (1547-1556), il governatore Ferrante Gonzaga limitò fortemente l'autonomia degli inquisitori, attribuendo ai tribunali civili competenze nella repressione dell'eresia. Particolarmente significativa fu in questa fase l'attività del commissario inquisitoriale Callisto Fornari, che denunciò la diffusione delle dottrine protestanti negli ambienti cittadini. Con il ritorno dei Farnese nel 1556, il Sant'Uffizio recuperò progressivamente le proprie prerogative.
Un ruolo importante nella repressione dell'eterodossia fu svolto da Umberto Locati, inquisitore dal 1560 al 1565 e successivamente commissario generale del Sant'Uffizio romano. Autore di un influente manuale di procedura inquisitoriale, Locati condusse numerosi procedimenti contro i seguaci della Riforma, contribuendo al consolidamento del tribunale. Tra i casi più significativi della repressione cinquecentesca figurano quelli di Alessandro e Taddeo Caverzago, mentre numerosi dissidenti religiosi piacentini trovarono rifugio nei territori protestanti, soprattutto a Ginevra.
Dal 1564 al 1586 la sede inquisitoriale di Piacenza ebbe competenza anche su Parma, dove operava un vicario, prima che quest'ultima fosse elevata a tribunale autonomo. Nel corso del Seicento e del Settecento l'attività inquisitoriale si concentrò progressivamente sulla repressione della magia, della stregoneria e delle pratiche superstiziose, oltre che sulla censura libraria e sul controllo dei comportamenti religiosi.
L'Inquisizione fu soppressa a Piacenza una prima volta nel 1768, nel quadro della politica giurisdizionalista promossa dal ministro Guillaume du Tillot. Il tribunale fu ripristinato nel 1780, durante il governo di Ferdinando di Borbone, e cessò definitivamente di esistere nel 1804, in epoca napoleonica.
L'archivio inquisitoriale piacentino risulta in gran parte disperso. Importanti testimonianze superstiti si conservano tuttavia presso l'Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede e in altri fondi archivistici, soprattutto piacentini e parmensi, che consentono di ricostruire almeno parzialmente l'attività giudiziaria e amministrativa del tribunale.
Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Piacenza
Bibliografia
- Piero Castignoli, Un contributo alla ricerca sull'eresia «luterana» e la repressione inquisitoriale a Piacenza nel Cinquecento, in «Bollettino Storico Piacentino», 93, 1998, pp. 3-41.
- Piero Castignoli, L'attività penale del Sant'Ufficio di Piacenza nella seconda metà del Cinquecento. I. La tragedia dei Caverzago: una storia secretata, in «Bollettino Storico Piacentino», 97, 2002, pp. 177-203.
- Piero Castignoli, Eresia e inquisizione a Piacenza nel Cinquecento, Tip.Le.Co., Piacenza 2008.
- Piero Castignoli, Piacenza, in DSI, vol. III, pp. 1207-1208.
- Luca Ceriotti, Diversità religiosa e inquisizione, in Storia della diocesi di Piacenza, vol. III, L'età moderna, a cura di Paola Vismara, Morcelliana, Brescia 2010, pp. 241-260.
- Luca Ceriotti, Libri dell'Inquisizione di Piacenza nel 1711, in L'Inquisizione e l'eresia in Italia: medioevo ed età moderna. Omaggio ad Andrea Del Col, a cura di Giuliana Ancona e Dario Visintin, Circolo Culturale Menocchio, Montereale Valcellina 2013, pp. 147-180.
- Andrea Del Col, Gli archivi dispersi delle sedi inquisitoriali domenicane: i casi di Piacenza e di Parma, in I Domenicani e l'Inquisizione romana, a cura di Carlo Longo, Istituto Storico Domenicano, Roma 2008, pp. 395-414.
Link
- Scheda sulla sede inquisitoriale di Piacenza sul sito Symogih.org
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]