Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Le prime tracce di attività inquisitoriale a Novara risalgono al XIV secolo: la presenza di inquisitori domenicani è documentata almeno dal 1351. Nel corso del Quattrocento furono nominati giudici della fede appositamente delegati per il territorio novarese, ma la continuità dell'ufficio rimase a lungo incerta.
La sede inquisitoriale di Novara, sempre di competenza domenicana, si stabilizzò progressivamente dopo l'istituzione della Congregazione del Sant'Uffizio con la bolla Licet ab initio (1542), assumendo un'organizzazione permanente probabilmente intorno al 1580. Il tribunale aveva sede presso il convento domenicano di San Pietro Martire, trasferitosi nel Cinquecento presso la chiesa di San Quirico. All'inizio del Settecento Novara risultava classificata come sede inquisitoriale domenicana di seconda classe.
L'attività del Sant'Uffizio riguardava la repressione dell'eresia, il controllo delle dottrine protestanti e delle pratiche magiche e superstiziose, particolarmente diffuse nelle vallate alpine della diocesi, in contatto con la vicina Svizzera. Non mancarono contrasti e sovrapposizioni di competenze con le autorità episcopali. In particolare, il vescovo Carlo Bascapè (1593-1615) rivendicò un ruolo autonomo nella repressione della stregoneria, riservando al tribunale vescovile numerosi procedimenti. Particolarmente significativa fu la persecuzione condotta tra il 1609 e il 1611 contro persone accusate di stregoneria nella Valle Antigorio.
Nel corso del Settecento l'attività inquisitoriale fu progressivamente ridimensionata, anche in seguito al rafforzamento del controllo statale sulle istituzioni ecclesiastiche. Il tribunale di Novara, come le altre sedi inquisitoriali piemontesi, fu definitivamente abolito con decreto del governo provvisorio del 28 gennaio 1799.
L'archivio autonomo del Sant'Uffizio novarese risulta disperso. Presso l'Archivio Storico Diocesano di Novara si conserva tuttavia un importante nucleo di documentazione processuale, soprattutto relativo agli anni 1595-1614, comprendente procedimenti per eresia, stregoneria, magia e pratiche superstiziose. Ulteriori testimonianze si trovano presso l'Archivio del Dicastero per la Dottrina della Fede.
Vedi anche: Lista degli Inquisitori di Novara
Bibliografia
- Andrea Del Col, L'Inquisizione in Italia. Dal XII al XXI secolo, Mondadori, Milano 2006.
- Andrea Del Col, Novara, in DSI, vol. II, p. 1119.
- Thomas Deutscher, The Role of the Episcopal Tribunal of Novara in the Suppression of Heresy and Witchcraft, 1563-1615, in «The Catholic Historical Review», 77, 1991, pp. 403-421.
- Massimo Firpo, Nel labirinto del mondo. Lorenzo Davidico tra santi, eretici, inquisitori, Olschki, Firenze 1992.
- Luigi Madaro, Gli inquisitori di Novara dal 1351 al 1732, in «Novaria. Bollettino delle Biblioteche Negroni e Civica di Novara», 6, 1925, pp. 205-212.
- Dario Marcatto (a cura di), Il processo inquisitoriale di Lorenzo Davidico (1555-1560). Edizione critica, Olschki, Firenze 1992.
Link
- Scheda sull'Inquisizione nella diocesi di Novara nel Censimento degli archivi inquisitoriali in Italia.
- Scheda sulla sede inquisitoriale di Novara sul sito Symogih.org.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]