Marefoschi, Prospero

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Prospero Marefoschi (Monte Santo, oggi Potenza Picena, 24 settembre 1653 – Roma, 24 febbraio 1732) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico, consultore e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Dopo aver conseguito il dottorato in utroque iure a Fermo nel 1674, intraprese la carriera curiale a Roma. Già nel 1687 operava nell'ambito del Sant'Uffizio come uditore del consultore Giulio Emerix. Fu quindi referendario delle Segnature, canonico di San Pietro e segretario delle congregazioni del Buon Governo e dell'Immunità ecclesiastica.

Dal 1711 fu uditore di Clemente XI, conservando l'incarico anche sotto Innocenzo XIII e Benedetto XIII. Nello stesso anno fu nominato arcivescovo titolare di Cirene e nel 1721 passò alla sede titolare di Cesarea.

Il 20 dicembre 1724 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento il 27 dicembre. Creato cardinale in pectore da Benedetto XIII il 29 gennaio 1725, fu pubblicato l'11 giugno successivo. Il 24 luglio 1725 entrò nel Sant'Uffizio come cardinale inquisitore, prestando giuramento il 2 agosto.

Partecipò regolarmente alle attività della Congregazione: nel marzo 1726 espresse, tra l'altro, un parere su una questione riguardante Gregorio Selles, inquisitore di Malta, il cui oggetto non è precisato dalla documentazione prosopografica.

Partecipò al conclave del 1730, conclusosi con l'elezione di Clemente XII, e rimase membro del Sant'Uffizio fino alla morte, avvenuta a Roma nel 1732. Suo nipote Mario Marefoschi Compagnoni fu anch'egli cardinale e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Bibliografia

  • Lorenzo Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, 10 voll., Pagliarini, Roma 1792-1797, vol. VIII, p. 206.
  • Mario Guarnacci, Vitae et res gestae Pontificum Romanorum et S.R.E. Cardinalium, 2 voll., Roma 1751, vol. II, pp. 445-448.
  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. II, pp. 791-792.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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