Giannelli, Pietro

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Pietro Giannelli (Terni, 11 agosto 1807 – Roma, 5 novembre 1881) è stato un diplomatico pontificio, prosegretario della Congregazione dell'Indice e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Nato da Pietro Giannelli e Olimpia Petroni, apparteneva a una famiglia agiata del patriziato di Nepi. Studiò presso il collegio dei gesuiti di Terni e fu ordinato sacerdote il 3 ottobre 1830. Il 25 maggio 1831 conseguì il dottorato in diritto civile e canonico alla Sapienza di Roma. Avviato alla carriera curiale, fu uditore della Camera apostolica.

Nel 1849 si trovava presso la corte pontificia rifugiata a Gaeta. In quella circostanza esercitò le funzioni di prosegretario della Congregazione dell'Indice, partecipando all'attività dell'organismo che condusse alla condanna di opere di Vincenzo Gioberti, Antonio Rosmini e Gioacchino Ventura. Fu inoltre uditore del nunzio Antonio Garibaldi a Napoli e successivamente a Parigi. Il 3 giugno 1853 divenne uditore della Rota romana.

Nominato nunzio a Napoli il 18 marzo 1858 e arcivescovo titolare di Sardi il successivo 5 aprile, sostenne la monarchia borbonica durante la crisi del Regno delle Due Sicilie. Seguì Francesco II a Gaeta nel 1860 e rimase vicino al sovrano anche durante l'esilio romano.

Rientrato nell'amministrazione centrale della Chiesa, il 30 settembre 1861 fu nominato prosegretario della Congregazione del Concilio, della quale divenne segretario il 14 marzo 1868. Partecipò alla preparazione del concilio Vaticano I e dall'11 agosto 1867 fece parte della commissione per la disciplina ecclesiastica. Favorevole alla definizione dell'infallibilità pontificia, manifestò tuttavia riserve sull'opportunità di proclamarla mediante un decreto separato, auspicando una formulazione capace di ridurre l'opposizione conciliare.

Pio IX lo creò cardinale il 15 marzo 1875. Il 31 marzo seguente fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento come cardinale inquisitore il 14 aprile. Entrò inoltre nelle Congregazioni dei Vescovi e Regolari, degli Affari ecclesiastici straordinari e delle Indulgenze. Il 29 giugno 1879 Leone XIII lo nominò segretario dei Memoriali.

Il suo orientamento fu inizialmente legittimista e intransigente, soprattutto durante la nunziatura napoletana. Negli ultimi anni del pontificato di Pio IX mostrò però maggiore disponibilità alla mediazione. Nel febbraio 1878 sostenne lo svolgimento del conclave a Roma, avvicinandosi ai cardinali moderati; non è invece accertato il suo voto per Gioacchino Pecci.

Morì a Roma il 5 novembre 1881.

Bibliografia

  • Carlo M. Fiorentino, Giannelli, Pietro, in DBI, vol. 54, 2000.
  • Luciano Malusa (a cura di), Antonio Rosmini e la Congregazione dell'Indice. Il decreto del 30 maggio 1849, la sua genesi ed i suoi echi, Edizioni Rosminiane Sodalitas, Stresa 1999, pp. XXVII-XXVIII e 7-13.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 674-677.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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