Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Pietro Gasparri (Capovallazza di Ussita, 5 maggio 1852 – Roma, 18 novembre 1934) è stato un cardinale e canonista; fu consultore della Congregazione del Sant'Uffizio, poi membro della stessa in qualità di cardinale, nonché segretario di Stato di Benedetto XV e Pio XI.
Nato in una famiglia di proprietari e allevatori, studiò nel seminario di Nepi e, dal 1870, nel Seminario Romano di Sant'Apollinare. Fu ordinato sacerdote il 31 marzo 1877. Insegnò teologia sacramentaria e diritto canonico a Roma, svolgendo anche l'incarico di segretario del cardinale Teodolfo Mertel.
Nel 1880 si trasferì a Parigi, dove insegnò diritto canonico nell'Institut catholique fino al 1897. A questo periodo risalgono i suoi principali trattati sul matrimonio, sull'ordinazione e sull'eucaristia, che contribuirono ad affermarne la reputazione di canonista.
Alla fine del 1897 fu nominato delegato apostolico in Perù, Ecuador e Bolivia e nel gennaio 1898 arcivescovo titolare di Cesarea. Rientrato a Roma, il 23 aprile 1901 divenne segretario della Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari. Il 24 luglio seguente fu nominato consultore del Sant'Uffizio, prestando giuramento il 7 agosto.
Dal 1904 diresse il lavoro preparatorio della codificazione canonica promossa da Pio X, dapprima come segretario della commissione e poi come cardinale relatore. Coordinò la redazione degli schemi e le consultazioni, contribuendo in modo determinante alla realizzazione del Codex iuris canonici, promulgato nel 1917. Nello stesso anno divenne presidente della commissione incaricata della sua interpretazione autentica.
Creato cardinale il 16 dicembre 1907, il 13 ottobre 1914 fu nominato segretario di Stato da Benedetto XV, succedendo a Domenico Ferrata. Entrò nel Sant'Uffizio come cardinale inquisitore il 13 novembre 1914 e prestò giuramento il 18 novembre. Dal dicembre 1916 fu anche camerlengo di Santa Romana Chiesa.
Durante la prima guerra mondiale collaborò alle iniziative diplomatiche e umanitarie della Santa Sede. Confermato segretario di Stato da Pio XI, promosse una politica di accordi con gli Stati e partecipò alle trattative per la soluzione della questione romana. L'11 febbraio 1929 sottoscrisse, per la Santa Sede, i Patti lateranensi con Benito Mussolini.
La sua azione fu caratterizzata dalla ricerca di soluzioni giuridiche e diplomatiche compatibili con la difesa delle prerogative ecclesiastiche. Nel 1930 lasciò la Segreteria di Stato, alla quale gli succedette Eugenio Pacelli. Morì a Roma il 18 novembre 1934.
Tra le sue opere si ricordano il Tractatus canonicus de matrimonio (1891), il Tractatus canonicus de sacra ordinatione (1893) e il Tractatus canonicus de Sanctissima Eucharistia (1897). Curò inoltre la raccolta dei Codicis iuris canonici fontes, proseguita da Jusztinián Serédi.
Bibliografia
- Carlo Fantappiè, Romeo Astorri, Gasparri, Pietro, in DBI, vol. 52, 1999.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 650-652.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]