Giorgi, Oreste

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Oreste Giorgi (Valmontone, 19 maggio 1856 – Roma, 30 dicembre 1924) è stato un cardinale, membro della Congregazione dell'Indice e della Congregazione del Sant'Uffizio, segretario della Congregazione del Concilio e penitenziere maggiore.

Si formò nel Seminario Romano di Sant'Apollinare, conseguendo le lauree in filosofia, teologia e diritto civile e canonico. Ordinato sacerdote nel dicembre 1878, svolse attività di insegnamento e intraprese la carriera nella Curia romana. Fu avvocato della Congregazione del Concilio, officiale della Penitenzieria apostolica e segretario del cardinale Teodolfo Mertel.

Il 30 dicembre 1891 divenne sostituto del reggente della Penitenzieria. Nello stesso anno aveva presentato domanda per l'ufficio di avvocato dei rei del Sant'Uffizio. È documentata la sua successiva attività come avvocato in una causa matrimoniale trattata dalla Congregazione, per la quale prestò giuramento il 5 dicembre 1896.

Il 24 dicembre 1896 fu nominato uditore della Congregazione dei Vescovi e Regolari. Nel 1904 entrò come consultore nella commissione preparatoria per la codificazione del diritto canonico. Divenne sottosegretario della Congregazione dei Vescovi e Regolari nel 1907 e uditore della Rota romana nel febbraio 1908. Nel dicembre 1911 assunse la segreteria della Congregazione del Concilio.

Benedetto XV lo creò cardinale il 4 dicembre 1916, assegnandogli la diaconia di Santa Maria in Cosmedin. Nello stesso mese entrò nella Congregazione dell'Indice, poco prima della sua soppressione e dell'incorporazione delle competenze nel Sant'Uffizio.

Il 12 marzo 1918 fu nominato penitenziere maggiore. Il 5 aprile seguente divenne membro del Sant'Uffizio, prestando giuramento come cardinale inquisitore il 10 aprile. La sua carriera si sviluppò soprattutto nell'amministrazione della giustizia ecclesiastica e nell'elaborazione e applicazione del diritto canonico.

Il 26 aprile 1924 fu nominato arcivescovo titolare di Ancira e il giorno seguente ricevette la consacrazione episcopale da Pio XI. Morì a Roma il 30 dicembre dello stesso anno. Fu sepolto nella collegiata di Santa Maria Assunta a Valmontone.

Bibliografia

  • Niccolò Del Re, La Curia romana. Lineamenti storico-giuridici, 3ª ed., Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1970, p. 274.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 682-683.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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