Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Nicolao Liena (Lucca, 1496 – dopo il 1570), giurista, diplomatico e uomo di governo lucchese, fu tra gli esponenti del patriziato cittadino che aderirono alla Riforma e sostennero i correligionari costretti all’esilio.
Figlio di Stefano Liena e Maddalena Balbani, Nicolao fu battezzato a Lucca il 30 settembre 1496. Dopo gli studi giuridici, conclusi con il dottorato in utroque iure, frequentò il circolo umanistico legato a Gherardo Sergiusti. Nel 1526 sposò Pippa Guidiccioni, dalla quale ebbe una figlia, Ortensia. Dal 1537 sedette nel Consiglio generale della Repubblica e ricevette incarichi diplomatici: nel 1538 fu inviato presso il pontefice e l’imperatore. La sua attività pubblica si intrecciò con gli interessi culturali. Nel 1542, mentre si trovava a Bologna come auditore di Rota, ospitò nella propria casa la rappresentazione di tragedie del concittadino Giuseppe Baroncini. Partecipò inoltre all’Offizio sopra le scuole, che nel giugno 1546 affidò un insegnamento ad Aonio Paleario.
L’avvicinamento di Liena alla Riforma maturò negli ambienti lucchesi che avevano accolto l’insegnamento di Pietro Martire Vermigli. Negli anni Quaranta egli era parte della comunità filoriformata cittadina, senza condividerne necessariamente ogni orientamento. Alcune testimonianze lo mostrano distante dalla concezione dell’eucaristia sostenuta da altri membri del gruppo e poco incline a interrompere del tutto la partecipazione ai riti tradizionali. Le fonti non permettono di stabilire se si trattasse di convinzioni religiose personali o di un atteggiamento prudente, legato anche al suo ruolo nella vita politica lucchese. I rapporti con l’ambiente di San Frediano rimasero comunque stretti: ancora nel 1550 Celso Martinengo, allora priore del convento, si affidò a lui come avvocato.
Nel 1549 Liena fu mandato in ambasceria a Ferrara. Lo accompagnò Rinaldino da Verona, un soldato impegnato nella diffusione delle idee riformate a Lucca; in quell’occasione il giurista contribuì a mettere in contatto Paleario con l’ambiente della corte estense. La sua posizione gli consentì di agire anche sul terreno dei rapporti fra la Repubblica e le autorità ecclesiastiche. Nel 1554 fu incluso tra i cittadini incaricati di affrontare la controversia suscitata dal progetto del Sant’Uffizio romano di inviare a Lucca un predicatore munito di poteri inquisitoriali. Con l’accentuarsi della repressione, offrì aiuto concreto a chi sceglieva l’esilio: nel 1555 agevolò la partenza del fratello Girolamo Liena e di Vincenzo Mei. Insieme con il notaio Landuccio Landucci, aiutò quest’ultimo a regolare i propri affari e a recuperare parte delle sue risorse prima di lasciare Lucca.
Nel giugno 1556 il vescovo Alessandro Guidiccioni lo chiamò a rispondere dell’accusa di eresia, ma Liena si era già allontanato dalla città. Dopo un soggiorno a Lione raggiunse Ginevra, dove ottenne la cittadinanza il 19 ottobre 1556. Il bando dalla Repubblica lucchese arrivò due anni più tardi, il 27 settembre 1558. Nello stesso anno Liena scrisse alle autorità ginevrine a favore di Valentino Gentile, sotto accusa per le sue opinioni antitrinitarie. Senza far proprie quelle dottrine, sostenne che si dovesse dare credito alla sua abiura e gli si potesse concedere clemenza.
Negli ultimi anni Liena si mosse tra Lione e Ginevra. Una sordità quasi completa ostacolò il suo lavoro di giurista, mentre le difficoltà economiche si fecero più gravi. Una testimonianza del 1570 lo ricorda ancora in vita e riferisce che aveva accolto e protetto la correligionaria lucchese Maria Massei. La data della sua morte resta ignota; morì probabilmente a Ginevra.
Bibliografia
- Simonetta Adorni Braccesi, Le “Nazioni” lucchesi nell’Europa della Riforma, in "Critica storica", XXVIII, 1991, pp. 363-426.
- Simonetta Adorni Braccesi, «Una città infetta». La Repubblica di Lucca nella crisi religiosa del Cinquecento, Olschki, Firenze 1994.
- Marino Berengo, Nobili e mercanti nella Lucca del Cinquecento, Einaudi, Torino 1962.
- Arturo Pascal, Da Lucca a Ginevra. Studi sulla emigrazione religiosa lucchese a Ginevra nel secolo XVI, Unitipografica Pinerolese, Pinerolo 1935.
- Simone Ragagli, Liena, Nicolao, in DBI, vol. 65 (2005).
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]