Cuneo d'Ornano, Nicola Francesco

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Nicola Francesco Cuneo d'Ornano (Ajaccio, 28 maggio 1753 - Roma, 8 settembre 1824) è stato un prelato corso, assessore della Congregazione del Sant'Uffizio.

Apparteneva a una famiglia corsa che faceva risalire le proprie origini a Sampiero Corso e che aveva dato soprattutto uomini d'armi al servizio di diverse potenze europee. Era figlio di Francesco Cuneo d'Ornano e nipote del chierico regolare Giovanni Francesco Cuneo d'Ornano, orientalista e traduttore del Paradise Lost di John Milton.

Studiò a Firenze e a Roma e svolse inizialmente attività di uditore presso i prelati Honoré de Bayane e Jean-Sifrein Isoard. Il 17 luglio 1806 fu nominato referendario delle Segnature e prestò il relativo giuramento. Fu inoltre canonico della basilica di San Giovanni in Laterano.

Durante il periodo napoleonico la sua posizione fu diversa da quella di molti prelati romani deportati per il rifiuto del giuramento. Intorno al 1810 Cuneo d'Ornano prestò infatti il giuramento alla Costituzione francese e soggiornò quindi ad Antibes presso il fratello Antonio.

Rientrato nel servizio pontificio dopo la caduta dell'Impero, il 24 ottobre 1814 fu nominato luogotenente civile dell'uditore della Camera Apostolica e l'anno successivo divenne protonotario apostolico.

Il 10 marzo 1823 fu nominato assessore della Congregazione del Sant'Uffizio e il 20 marzo giurò come tale.

Il 26 marzo 1823 Carlo Savelli Spinola giurò come suo segretario e il 14 agosto il domenicano Filippo Biondi come suo teologo. Il 13 giugno dello stesso anno Cuneo d'Ornano fu inoltre nominato consultore della Congregazione dei Riti.

La sua permanenza in carica come assessore del Sant'Uffizio fu breve: morì a Roma l'8 settembre 1824, poco più di un anno dopo la nomina.

Accanto alla carriera curiale coltivò interessi letterari. Nel 1822 curò la nuova edizione della traduzione italiana del Paradiso perduto di John Milton realizzata dallo zio Giovanni Francesco Cuneo d'Ornano, premettendovi una propria introduzione.

Il suo profilo è particolarmente interessante nel quadro della Restaurazione romana perché un prelato che durante il periodo napoleonico aveva accettato il giuramento imposto dal nuovo regime poté essere successivamente reintegrato nella carriera curiale fino a raggiungere uno dei più importanti uffici della Congregazione del Sant'Uffizio.

Bibliografia

  • A. C. [Antoine Cuneo], necrologio, in "Diario di Roma", n. 80, 6 ottobre 1824, p. 2.
  • Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 539-540.
  • Walter Brandmüller, Egon Johannes Greipl (a cura di), Copernico, Galilei e la Chiesa. Fine della controversia (1820). Gli atti del Sant'Uffizio, Olschki, Firenze 1992, p. 480.
  • Vincenzo Forcella, Iscrizioni delle chiese e d'altri edifici di Roma dal secolo XI fino ai giorni nostri, vol. III, Roma 1873, pp. 60, 64.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 373-374.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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