Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Michael Browne (Grangemockler, Irlanda, 6 maggio 1887 - Roma, 31 marzo 1971) è stato un cardinale e teologo domenicano; fu maestro del Sacro Palazzo, consultore e quindi cardinale membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Entrato nell'Ordine dei Predicatori nel 1903, si formò in Irlanda, a Roma e presso l'Università di Friburgo. Ordinato sacerdote nel 1910, insegnò a lungo presso il Pontificio Ateneo Internazionale Angelicum, del quale fu rettore. La sua formazione teologica fu fortemente legata alla tradizione tomista romana.
Il 13 gennaio 1951 Pio XII lo nominò Maestro del Sacro Palazzo, cioè teologo della Casa Pontificia. In forza di tale incarico Browne divenne anche consultore del Sant'Uffizio. Partecipò quindi direttamente all'attività dottrinale della Suprema già oltre un decennio prima della sua nomina a cardinale.
In tale veste intervenne, tra l'altro, nell'esame delle posizioni del gesuita statunitense John Courtney Murray sui rapporti tra Chiesa e Stato e sulla libertà religiosa. Nel 1954 giudicò problematiche alcune delle sue tesi, sostenendo la superiorità del modello confessionale cattolico rispetto a un regime fondato sulla separazione tra Chiesa e Stato, pur assumendo nei confronti di Murray una posizione meno aspra di altri consultori.
L'11 aprile 1955 fu eletto Maestro generale dell'Ordine dei Predicatori, incarico che mantenne fino al 1962. Anche durante il generalato continuò a esercitare una notevole influenza sulle questioni dottrinali. Il suo governo coincise con le tensioni suscitate dalle nuove correnti teologiche, particolarmente vivaci tra i domenicani francesi, verso le quali mantenne un atteggiamento di forte vigilanza.
Il suo profilo può essere ricondotto senza particolari difficoltà alla componente più conservatrice della Chiesa romana del periodo. Browne difese una concezione fortemente tomista della teologia, l'autorità del magistero e una visione tradizionale dei rapporti fra Chiesa, Stato e libertà religiosa. Per tali ragioni fu considerato da molti contemporanei uno dei più autorevoli esponenti della corrente tradizionale alla vigilia e durante il Concilio Vaticano II.
Giovanni XXIII lo creò cardinale nel concistoro del 19 marzo 1962, assegnandogli la diaconia di San Paolo alla Regola.
Il 29 gennaio 1963 fu nominato membro della Suprema Sacra Congregazione del Sant'Offizio. La nomina cardinalizia rappresentò dunque la prosecuzione di un rapporto con il dicastero iniziato già nel 1951.
Browne ebbe contemporaneamente un ruolo di primo piano nel Concilio Vaticano II. Fu membro della Commissione centrale preparatoria e, durante il Concilio, vicepresidente della Commissione De doctrina fidei et morum, presieduta da Alfredo Ottaviani. In tale posizione divenne uno dei principali rappresentanti della componente teologica conservatrice dell'assemblea.
Si oppose in particolare ad alcune formulazioni relative alla collegialità episcopale e alla libertà religiosa, temendo che potessero attenuare il primato pontificio o contraddire il tradizionale insegnamento cattolico sui rapporti fra verità religiosa e autorità civile. Anche su tali questioni la sua posizione fu generalmente vicina a quella di Ottaviani e degli altri esponenti della minoranza conciliare più conservatrice.
Rimase membro della Congregazione del Sant'Uffizio fino alla riforma del 7 dicembre 1965, quando Paolo VI la trasformò in Congregazione per la Dottrina della Fede.
Tra i cardinali entrati nella Congregazione del Sant'Uffizio negli ultimi anni della sua esistenza, Browne rappresenta dunque uno dei casi più chiaramente riconducibili a un orientamento dottrinale conservatore e intransigente, sebbene la sua azione debba essere collocata specificamente nella tradizione teologica tomista e nella cultura dell'Ordine domenicano.
Bibliografia
- AAS, 55 (1963), pp. 115, 118.
- Giuseppe Alberigo (a cura di), Storia del Concilio Vaticano II, 5 voll., il Mulino, Bologna - Peeters, Leuven 1995-2001.
- Yves Congar, Mon journal du Concile, 2 voll., Cerf, Paris 2002.
- Master of the Sacred Palace. Most Reverend Michael Browne, O.P., S.T.M., in "Dominicana", 36/1, 1951, pp. 40-41.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]