Maglione, Luigi

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Luigi Maglione (Casoria, 3 marzo 1877 - Casoria, 22 agosto 1944) è stato un cardinale, diplomatico pontificio, segretario di Stato della Santa Sede; fu altresì membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Formazione e primi incarichi

Figlio di Nicola Maglione e Maria Gaetana Cortese, compì gli studi ginnasiali nel seminario di Cerreto Sannita e quindi quelli liceali presso l'Istituto Pontano di Napoli, diretto dai gesuiti. Trasferitosi a Roma nel 1896, entrò nel Collegio Capranica e frequentò la Pontificia Università Gregoriana, conseguendo il dottorato in filosofia nel 1898 e quello in teologia nel 1902. Nel 1904 ottenne inoltre il dottorato in diritto canonico presso Sant'Apollinare.

Fu ordinato sacerdote a Roma il 25 luglio 1901. Dopo una breve permanenza a Casoria, nel 1905 tornò a Roma come viceparroco nel quartiere Testaccio, svolgendo anche attività pastorale nell'Agro romano.

Entrato nell'Accademia dei Nobili Ecclesiastici, nel 1907 superò gli esami di diplomazia e nel 1908 iniziò a lavorare presso la Segreteria di Stato, nella sezione degli Affari Ecclesiastici Straordinari. Il 21 gennaio 1909 divenne minutante. Parallelamente insegnò diplomazia presso l'Accademia dei Nobili Ecclesiastici e fu direttore spirituale del Collegio Capranica.

La nunziatura in Svizzera e in Francia

Nel febbraio 1918 Benedetto XV lo inviò in Svizzera come rappresentante della Santa Sede. In una fase nella quale la Confederazione svolgeva un'importante funzione diplomatica e umanitaria, Maglione partecipò alle iniziative vaticane per l'assistenza alle vittime della prima guerra mondiale e per lo scambio dei prigionieri.

La sua attività contribuì alla normalizzazione dei rapporti tra la Santa Sede e la Confederazione, interrotti dal 1873. Dopo la decisione del Consiglio federale del 18 giugno 1920 di ristabilire la nunziatura, il 1º settembre successivo Maglione fu nominato nunzio apostolico in Svizzera e arcivescovo titolare di Cesarea di Palestina. Fu consacrato vescovo il 26 settembre 1920 dal cardinale Pietro Gasparri.

Durante gli anni trascorsi a Berna intervenne nelle questioni relative ai rapporti tra Chiesa e Confederazione, seguì la riorganizzazione delle circoscrizioni ecclesiastiche e nel 1924 contribuì all'elevazione della collegiata di San Nicola di Friburgo al rango di cattedrale. Dal 1918 svolse inoltre funzioni di osservatore della Santa Sede presso la Società delle Nazioni a Ginevra.

Il 23 giugno 1926 fu nominato nunzio apostolico in Francia. Giunto a Parigi nel novembre successivo, svolse un ruolo significativo nel rinnovamento dell'episcopato francese e nella normalizzazione dei rapporti fra la Santa Sede e la Terza Repubblica.

Si trovò direttamente coinvolto nella crisi dell'Action française, condannata dal Sant'Uffizio nel dicembre 1926. Maglione sostenne con fermezza la linea di Pio XI, attirandosi l'ostilità degli ambienti legati a Charles Maurras. Nella scelta dei nuovi vescovi francesi favorì personalità meno legate alla tradizione monarchica e più sensibili alle questioni sociali e alla cultura politica repubblicana.

Nell'ottobre 1935, durante la crisi fra Italia ed Etiopia, tentò senza successo una mediazione diplomatica presso il ministro degli Esteri francese Pierre Laval.

Ascesa al cardinalato

Pio XI lo creò cardinale nel concistoro del 16 dicembre 1935, assegnandogli il titolo di Santa Pudenziana. Lasciò definitivamente la nunziatura di Parigi nel 1936.

Dopo la promozione cardinalizia fu chiamato a far parte di numerosi dicasteri e organismi della Curia romana. Il 22 luglio 1938 fu nominato prefetto della Sacra Congregazione del Concilio.

Partecipò al conclave del marzo 1939 che elesse Pio XII. Il nuovo pontefice lo nominò segretario di Stato il 10 marzo 1939, affidandogli quindi il principale incarico diplomatico e politico-amministrativo della Santa Sede.

Il 21 marzo 1939 Maglione fu inoltre nominato membro della Suprema Sacra Congregazione del Sant'Uffizio. La sua presenza nella Suprema si affiancò dunque alle responsabilità esercitate come segretario di Stato.

Nello stesso periodo fu nominato membro della Pontificia Commissione per gli Studi Biblici e della Commissione pontificia per l'interpretazione autentica del Codice di diritto canonico.

Segretario di Stato durante la seconda guerra mondiale

Come segretario di Stato, Maglione fu uno dei principali collaboratori di Pio XII durante la seconda guerra mondiale. Si avvalse in particolare della collaborazione di Domenico Tardini, segretario per gli Affari Ecclesiastici Straordinari, e di Giovanni Battista Montini, sostituto della Segreteria di Stato.

Nei mesi precedenti lo scoppio della guerra partecipò agli sforzi diplomatici della Santa Sede per evitare il conflitto. Il 31 agosto 1939, alla vigilia dell'invasione tedesca della Polonia, convocò i rappresentanti diplomatici di Germania, Francia, Italia, Polonia, Regno Unito e Spagna in un ultimo tentativo di favorire una soluzione negoziata.

Durante il conflitto seguì direttamente la situazione della Chiesa nei territori occupati, in particolare in Polonia, e trasmise alle autorità tedesche numerose proteste contro le persecuzioni del clero e della popolazione civile. Il 2 marzo 1943 indirizzò al ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop una dura nota sulle persecuzioni subite dalla Chiesa in Polonia.

Maglione intervenne ripetutamente anche in relazione alle persecuzioni antiebraiche, trasmettendo istruzioni alle rappresentanze pontificie affinché operassero a favore delle persone minacciate dalla deportazione. Dopo il rastrellamento degli ebrei di Roma del 16 ottobre 1943 convocò l'ambasciatore tedesco Ernst von Weizsäcker, chiedendo un intervento per fermare le deportazioni e prospettando la possibilità di una protesta pubblica della Santa Sede.

Seguì inoltre i tentativi vaticani volti a evitare l'ingresso dell'Italia nella guerra, a limitare i bombardamenti sulle città italiane e a ottenere per Roma lo status di città aperta. Dopo la costituzione della Repubblica Sociale Italiana sostenne la posizione secondo cui la Santa Sede non avrebbe dovuto riconoscere il nuovo governo sorto durante il conflitto.

Pur essendo pienamente inserito nella struttura curiale di Pio XII e membro del Sant'Uffizio, Maglione non appare riconducibile alla componente più propriamente intransigente della Curia. Il suo profilo fu soprattutto quello di un diplomatico, caratterizzato già durante la nunziatura francese da una certa apertura verso il cattolicesimo sociale e gli ambienti democratici e da una netta opposizione all'Action française.

Morì a Casoria il 22 agosto 1944, dove si era recato per un periodo di riposo. Dopo la sua morte Pio XII non nominò immediatamente un nuovo segretario di Stato, affidandosi alla collaborazione di Tardini e Montini.

Bibliografia

  • Acta Apostolicae Sedis, 31 (1939), p. 138.
  • Pierre Blet, Pio XII e la seconda guerra mondiale negli archivi vaticani, San Paolo, Cinisello Balsamo 1999.
  • Pierre Blet, Robert A. Graham, Angelo Martini, Burkhart Schneider (a cura di), Actes et documents du Saint-Siège relatifs à la seconde guerre mondiale, 11 voll., Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1965-1981.
  • Giuseppe Dalla Torre, Memorie, Mondadori, Milano 1967, pp. 141-142.
  • Giuseppe De Marchi, Le nunziature apostoliche dal 1800 al 1956, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1957.
  • Urban Fink, Maglione, Luigi, in DSS.
  • Francesco Malgeri, Maglione, Luigi, in DBI, vol. 67 (2006).
  • Giovanni Miccoli, I dilemmi e i silenzi di Pio XII. Vaticano, Seconda guerra mondiale e Shoah, Rizzoli, Milano 2000.
  • Andrea Riccardi, La Segreteria di Stato e la diplomazia vaticana tra guerra e dopoguerra, in Gabriele De Rosa (a cura di), Cattolici, Chiesa, Resistenza, il Mulino, Bologna 1997, pp. 61-92.
  • Luigi Salvatorelli, Pio XI e la sua eredità pontificale, Einaudi, Torino 1939, pp. 64, 101-102.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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