Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Ludovico Valenti (Trevi, 27 aprile 1695 - Roma, 18 ottobre 1763) è stato un cardinale, precedentemente assessore e consultore della Congregazione del Sant'Uffizio.
Nato da una famiglia comitale umbra, figlio di Alessandro Valenti, conte di Riosecco, e di Maria Paolina Venturelli, conseguì il dottorato in utroque iure alla Sapienza di Roma nel 1719. Agli inizi della carriera curiale si giovò della protezione del cardinale Roberto Imperiali e soprattutto dello zio Ferdinando Valenti, influente avvocato concistoriale, del quale fu coadiutore. Nel 1730 fu nominato referendario delle Segnature e successivamente votante della Segnatura di Grazia. Dal 1734 fu promotore della fede della Congregazione dei Riti.
Il 3 settembre 1734 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio. Negli anni successivi partecipò attivamente all'attività inquisitoriale e censoria: fu segretario della commissione incaricata di esaminare testi liturgici francesi sospettati di proposizioni giansenistiche e gallicane e intervenne nella controversia sui riti cinesi, esprimendosi contro le concessioni accordate dal nunzio Carlo Ambrogio Mezzabarba.
Il 26 novembre 1753 fu nominato assessore del Sant'Uffizio, assumendo formalmente l'incarico nel gennaio 1754. Durante il suo assessorato ebbe un ruolo significativo nel coordinamento dell'attività della Congregazione e nella censura di opere riconducibili al giansenismo e alla cultura illuministica. Nel 1759 partecipò alla preparazione di condanne di opere di Antoine Arnauld e Claude-Adrien Helvétius e il 2 agosto sottoscrisse il decreto di condanna dell'Encyclopédie.
Il 24 settembre 1759 fu creato cardinale da papa Clemente XIII e nominato vescovo di Rimini. Ricevette il titolo di Santa Susanna e fu aggregato, tra le altre, alle Congregazioni del Concilio, dei Riti e delle Indulgenze e Sacre Reliquie. Anche nell'attività pastorale riminese mantenne una particolare attenzione alla disciplina ecclesiastica e alla circolazione dei libri considerati irreligiosi, pur promuovendo al tempo stesso il rinnovamento degli studi nel seminario diocesano.
Bibliografia
- David Armando, Valenti, Ludovico, in DBI, vol. 97 (2020).
- Remigius Ritzler, Pirminus Sefrin, Hierarchia Catholica medii et recentioris aevi, sive Summorum Pontificum, S.R.E. Cardinalium, Ecclesiarum Antistitum series e documentis tabularii praesertim Vaticani collecta, digesta, edita, vol. VI, Typis et Sumptibus Domus Editorialis «Il Messaggero di S. Antonio», Patavii 1958, pp. 21, 100.
- Maria Virginia Maneschi Prosperi Valenti, Il cardinale Ludovico Valenti, in «Bollettino Storico della Città di Foligno», 13, 1989, pp. 261-284.
- MORONI, vol. LXXXVII (1858), pp. 244-246.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. II pp. 1275-1276.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]