Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Lucido Maria Parocchi (Mantova, 13 agosto 1833 – Roma, 15 gennaio 1903) è stato un cardinale, vescovo di Pavia, arcivescovo di Bologna, vicario generale di Roma e segretario della Congregazione del Sant'Uffizio.
Figlio di Antonio e di Ginevra Soresina, compì gli studi nel seminario di Mantova e al Collegio Romano. Fu ordinato sacerdote a Roma il 17 maggio 1856 e conseguì i titoli accademici in teologia e diritto. Tornato a Mantova, insegnò teologia morale, storia ecclesiastica e diritto canonico nel seminario diocesano. Nel luglio 1863 divenne parroco dei Santi Gervasio e Protasio, continuando a dedicarsi all'insegnamento e alla predicazione.
Si distinse per un orientamento antiliberale e per l'attività apologetica, della quale furono espressione le conferenze raccolte in Protestantesimo e razionalismo, pubblicate nel 1868. Il 27 ottobre 1871 fu nominato vescovo di Pavia. Nel 1873 promosse la fondazione della rivista «La Scuola Cattolica», espressione del cattolicesimo intransigente e strumento di formazione religiosa e culturale del clero.
Trasferito all'arcidiocesi di Bologna il 12 marzo 1877, fu creato cardinale da Pio IX il 22 giugno successivo. Tanto a Pavia quanto a Bologna esercitò il ministero senza il regio exequatur, nel quadro del conflitto tra la Santa Sede e lo Stato italiano. Le difficoltà incontrate a Bologna contribuirono alla decisione di rinunciare all'arcidiocesi nel 1882 e di stabilirsi a Roma.
Entrato nella Congregazione dell'Indice il 25 giugno 1877, fu successivamente aggregato ad altre congregazioni romane. Il 16 febbraio 1884 Leone XIII lo nominò vicario generale di Roma. Il 24 aprile dello stesso anno divenne membro della Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento come cardinale inquisitore il 30 aprile. Il 5 agosto 1896 fu nominato segretario della Congregazione, incarico che mantenne fino alla morte.
Durante il vicariato romano sostenne la formazione sacerdotale, le congregazioni religiose e le iniziative assistenziali. La sua originaria intransigenza si accompagnò, negli anni successivi, a una certa disponibilità verso il rinnovamento degli studi ecclesiastici: favorì l'attività della Società per gli studi biblici e chiamò Giovanni Genocchi all'insegnamento della Sacra Scrittura all'Apollinare, dovendo poi rimuoverlo per disposizione superiore. Nel 1899, intervenendo sul contrasto tra l'Opera dei congressi e la Società della gioventù cattolica, riconobbe il valore dell'impegno dei democratici cristiani e sostenne una maggiore apertura all'azione sociale.
Il 30 novembre 1896 passò alla sede suburbicaria di Porto e Santa Rufina. Nel dicembre 1899 lasciò il vicariato e divenne vicecancelliere di Santa Romana Chiesa. Nel novembre 1902 fu nominato membro della Commissione biblica. Morì a Roma il 15 gennaio 1903.
Bibliografia
- Antonio Piolanti, Il card. Lucido M. Parocchi e la commemorazione di Pio IX del 1894, in «Pio IX», 15, 1986, pp. 170-209.
- Domenico Rocciolo, Parocchi, Lucido Maria, in DBI, vol. 81, 2014.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1127-1130.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]