Lucidi, Lorenzo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Lorenzo Lucidi (Subiaco, 11 agosto 1802 - Roma, 1° aprile 1856) è stato un prelato e uomo di Curia, assessore della Congregazione del Sant'Uffizio.

Figlio di Francesco Lucidi, apparteneva a una famiglia di Subiaco della quale le fonti ottocentesche ricordano la condizione nobiliare. Gregorio XVI, durante una visita a Subiaco nel 1834, fu ospitato nella casa della famiglia Lucidi.

Fu ordinato sacerdote a Subiaco e intraprese successivamente la carriera curiale a Roma. Il 23 settembre 1832 divenne canonico della basilica di San Pietro.

Nel 1836 fu nominato giudice della Fabbrica di San Pietro e fu inoltre cameriere segreto partecipante di Gregorio XVI. Il 9 gennaio 1837 prestò giuramento come referendario delle Segnature.

Dal 1838 sostituì temporaneamente il segretario della Fabbrica di San Pietro Antonio Matteucci e, nello stesso periodo, assunse la direzione del Seminario Vaticano, del quale rimase prefetto per circa quattordici anni.

Il 22 gennaio 1844 fu nominato economo e segretario della Fabbrica di San Pietro. Tale incarico lo pose anche alla guida dello Studio del mosaico vaticano, al cui rilancio contribuì durante gli ultimi anni del pontificato di Gregorio XVI e sotto Pio IX. Promosse il potenziamento dell'attività dello Studio, legata sia alla decorazione della basilica vaticana sia ai lavori per la ricostruzione di San Paolo fuori le mura.

La sua posizione nella Fabbrica è ricordata anche dall'iscrizione collocata nel 1847 sul piedistallo della statua di san Pietro nella piazza antistante la basilica vaticana, nella quale Lucidi è menzionato come curator operis Vaticani.

Il 10 marzo 1853 fu nominato assessore della Congregazione del Sant'Uffizio e il 16 marzo giurò come tale.

Il giorno successivo Stefano Casanova giurò come suo segretario; il 23 agosto 1853 Aloisio Pericoli assunse mediante giuramento l'incarico di suo uditore. Intorno al 1855 Lorenzo Arcipreti risulta inoltre segretario dell'assessore.

Lucidi esercitò l'assessorato negli ultimi anni del pontificato di Pio IX precedenti la grande crisi dello Stato pontificio del 1859-60. L'Almanacco romano lo registra ancora nel 1855 tra i principali ufficiali del Sant'Uffizio.

La contemporanea attività nella Fabbrica di San Pietro e nel Sant'Uffizio rende il suo profilo rappresentativo di una carriera curiale nella quale incarichi amministrativi, artistico-patrimoniali e di governo dottrinale potevano intrecciarsi.

Morì a Roma il 1° aprile 1856, ancora in carica come assessore del Sant'Uffizio.

Bibliografia

  • Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, p. 575.
  • MORONI, vol. LXIV (1853), pp. 26-29; vol. LXX (1854), pp. 241-242.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, p. 899.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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