Casoni, Lorenzo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Lorenzo Casoni (Sarzana, 17 ottobre 1645 – Roma, 19 novembre 1720) è stato un ecclesiastico, diplomatico pontificio e cardinale italiano. Nunzio apostolico a Napoli, assessore del Sant’Uffizio, poi cardinale membro della Congregazione del Sant'Uffizio, fu vicino agli ambienti rigoristi e filogiansenisti e avversario dell’influenza esercitata dai gesuiti nella Curia romana.

Formazione e carriera curiale

Figlio di Nicolò Casoni, conte di Villanova, studiò probabilmente diritto civile e canonico presso l’Università di Parma, senza conseguire la laurea. Stabilitosi a Roma, entrò al servizio del cardinale Giovanni Bona e fu protetto dal cugino Agostino Favoriti, influente collaboratore di papa Innocenzo XI.

Nel 1677 accompagnò il nunzio straordinario Luigi Bevilacqua alle trattative per la pace di Nimega. Nei Paesi Bassi conobbe Johannes van Neercassel e altri esponenti del cattolicesimo rigorista, entrando in rapporto con gli ambienti giansenisti francesi e olandesi. Pur senza aderire pienamente alle loro posizioni teologiche, ne apprezzava l’austerità morale e la critica alla casistica gesuitica.

Dopo la morte del Favoriti, nel 1682, gli succedette come segretario della Cifra, delle Lettere latine e della Congregazione concistoriale. Divenne uno dei più fidati collaboratori di Innocenzo XI, condividendone la difesa delle prerogative pontificie e l’opposizione alla politica ecclesiastica di Luigi XIV. Protesse inizialmente anche alcuni esponenti del quietismo, tra i quali Miguel de Molinos e Pier Matteo Petrucci.

Nunzio e rappresentante dell'Inquisizione romana a Napoli

Nel marzo 1690 fu nominato arcivescovo titolare di Cesarea e nunzio apostolico nel Regno di Napoli. Durante la nunziatura favorì la circolazione di opere rigoriste e seguì i procedimenti contro alcuni ecclesiastici accusati di quietismo.

Nel 1691 ebbe un ruolo importante nel processo contro gli ateisti napoletani. Dopo l’allontanamento del ministro delegato del Sant’Uffizio Giovanni Battista Giberti, Casoni ne assunse provvisoriamente le funzioni. Fece trasferire nelle carceri della nunziatura Giacinto de Cristofaro e gli altri imputati e minacciò l’interdetto contro la città qualora non fosse stata riconosciuta la giurisdizione inquisitoriale. La sua intransigenza contribuì ad aggravare lo scontro tra la Curia romana, il governo vicereale e le Piazze napoletane.

Assessore del Sant’Uffizio e cardinale

Richiamato a Roma nel 1701, fu nominato assessore della Congregazione del Sant’Uffizio. La scelta era significativa, poiché i suoi rapporti con i giansenisti erano conosciuti. Casoni rimase tuttavia fedele alle direttive pontificie e la sua presenza servì anche a controbilanciare l’influenza dell’antigiansenista Carlo Agostino Fabroni.

Frequentò il circolo del “Tamburo”, riunito intorno a Domenico Passionei e caratterizzato da orientamenti rigoristi e antigesuitici. Come assessore seguì inoltre le controversie sulle pratiche ammesse dai missionari gesuiti in Asia.

Papa Clemente XI lo creò cardinale nel concistoro del 17 maggio 1706. Nel 1706 fu designato membro delle Congregazioni dei Vescovi e Regolari, dell'Immunità ecclesiastica e di Propaganda fide, nel 1707 delle Congregazioni dell'Indice e del Sant'Uffizio. Fu legato pontificio a Ferrara dal 1707 al 1709 e a Bologna dal 1709 al 1714. Qui ricevette segretamente, nel 1712, l’abiura dal protestantesimo del principe Federico Augusto di Sassonia.

Rientrato a Roma, partecipò alle discussioni che precedettero la costituzione Ex illa die del 1715 contro i riti cinesi. Sostenne una linea severa, chiedendo che le pene colpissero non soltanto i singoli missionari, ma anche gli ordini religiosi che ne tollerassero la disobbedienza. Morì nel 1720 e fu sepolto nella basilica di San Pietro in Vincoli.

Bibliografia

  • Elena Brambilla, Manuali d’esorcismo, canoni di santità e nuova scienza (fine ’600-primo ’700). Indice e Sant’Uffizio tra neoscolastica spagnola e influenze cartesiane, in Antonella Romano (a cura di), Rome et la science moderne entre Renaissance et Lumières, École française de Rome, Roma 2008, pp. 555-593.
  • Bruno Neveu, Sébastien-Joseph du Cambout de Pontchâteau (1634-1690) et ses missions à Rome. D’après sa correspondance et des documents inédits, École française de Rome, Roma 1968.
  • Luciano Osbat, L’Inquisizione a Napoli. Il processo agli ateisti, 1688-1697, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1974.
  • Lajos Pásztor, Per la storia dell’Archivio Segreto Vaticano nei secoli XVII-XVIII. Eredità Passionei, Carte Favoriti-Casoni, Archivio dei cardinali Bernardino e Fabrizio Spada, in “Archivio della Società romana di storia patria”, n.s., 22, 1968, pp. 157-249.
  • Giuseppe Pignatelli, Casoni, Lorenzo, in DBI, vol. 21 (1978).
  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 302-305.

Article written by Daniele Santarelli | Ereticopedia.org © 2026

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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