Muñoz y Peralta, Juan

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Juan Muñoz y Peralta (El Arahal, 1655 ca. – Madrid, 1746) fu un medico spagnolo, tra i protagonisti del rinnovamento scientifico dei novatores e vittima di un procedimento dell'Inquisizione spagnola per sospetto cripto-giudaismo.

Profilo biografico

Studiò medicina all'Università di Siviglia, distinguendosi per la sua opposizione al galenismo tradizionale e per la difesa di nuovi orientamenti terapeutici. Nel 1697 promosse la fondazione della Veneranda Tertulia Hispalense, trasformata nel 1700, con il riconoscimento di Carlo II, nella Regia Sociedad de Medicina y Otras Ciencias, della quale fu il primo presidente. Intrattenne stretti rapporti con Diego Mateo Zapata, condividendone l'impegno per il rinnovamento della medicina spagnola.

Legato alla protezione del duca di Osuna, nel 1709 si trasferì a Madrid, raggiungendo una posizione di rilievo negli ambienti medici della corte. Accompagnò successivamente il duca a Parigi, dove soggiornò fino al 1716.

Il 1° marzo 1721 fu arrestato dall'Inquisizione di corte con l'accusa di praticare segretamente il giudaismo. Di probabile ascendenza giudeoconversa, fu sospettato di appartenere a una rete cripto-giudaica collegata alle comunità sefardite di Bayonne, Livorno e Amsterdam. Nell'ambito della medesima offensiva inquisitoriale furono coinvolti anche Diego Mateo Zapata e altri medici di corte.

Muñoz y Peralta trascorse circa tre anni nelle carceri inquisitoriali, subendo il sequestro dei beni e della documentazione personale. Fu liberato nel 1724 senza una sentenza di condanna, ma non riuscì a recuperare la precedente posizione professionale e sociale. Le accuse di giudaismo continuarono a gravare sulla sua reputazione e sulla famiglia, coinvolgendo anche i discendenti in controversie relative alla limpieza de sangre.

La sua vicenda costituisce un esempio significativo della persistenza della persecuzione antigiudaica nella Spagna del primo Settecento e degli effetti sociali della giustizia inquisitoriale anche in assenza di condanne. Il sequestro delle sue carte ha inoltre consentito la conservazione di un importante fondo epistolare, oggi presso l'Archivo Histórico Nacional di Madrid, prezioso per la ricostruzione della pratica medica e delle reti professionali dell'epoca.

Opere principali

  • Escrutinio phisico medico de un peregrino específico de las calenturas intermitentes y otros achaques, Juan de la Puerta, Siviglia 1699.
  • Residencia piadosa a la obra del doctor Don Alonso López Cornejo, Diego de Valverde y Leyva e Acisclo Cortés de Ribera, Cordova 1700.
  • Triunfo del antimonio, Diego de Valverde y Leyva e Acisclo Cortés de Ribera, Cordova 1702.

Bibliografia

  • Esther Alegre Pérez, María del Mar Rey Bueno, Terapéutica y poder entre reinados (1693-1730), in Varia Histórico-Médica, a cura di Jesús Castellanos et al., Sociedad Española de Historia de la Medicina, Málaga 2001, pp. 207-216.
  • Antonio Domínguez Ortiz, Efectos de las condenas inquisitoriales en los parientes de los reos. El caso del Dr. Muñoz y Peralta, in Perfiles jurídicos de la Inquisición española, a cura di José Antonio Escudero, Universidad Complutense, Madrid 1989, pp. 401-406.
  • José María López Piñero, Muñoz y Peralta, Juan, in Diccionario histórico de la ciencia moderna en España, vol. II, Península, Barcelona 1983, pp. 94-95.
  • José Pardo Tomás, Muñoz y Peralta, Juan, in DSI, vol. II, p. 1087.
  • José Pardo Tomás, El médico en la palestra. Diego Mateo Zapata (1664-1745) y la ciencia moderna en España, Junta de Castilla y León, Salamanca 2004.
  • Carolin Schmitz, Práctica médica en el espacio virtual: Relaciones a distancia entre Juan Muñoz y Peralta (1665-1746) y sus pacientes, in «Medicina e Historia», 1, 2017, pp. 4-18.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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