Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Innocenzo Ferrieri (Fano, 13 settembre 1810 – Roma, 13 gennaio 1887) è stato un diplomatico pontificio e cardinale, membro della Congregazione dell'Indice e della Congregazione del Sant'Uffizio.
Proveniente da una famiglia di modeste condizioni, conseguì il dottorato in filosofia all'Università di Macerata il 20 luglio 1829 e quello in teologia alla Sapienza di Roma nell'agosto 1833. Ordinato sacerdote il 20 settembre 1834, completò la formazione giuridica conseguendo nel giugno 1837 il dottorato in diritto civile e canonico.
Entrato al servizio della Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari, fu uditore della nunziatura di Napoli e dal 1841 al 1847 incaricato d'affari della Santa Sede all'Aia. Il 4 ottobre 1847 fu nominato arcivescovo titolare di Side e il 10 ottobre ricevette la consacrazione episcopale da Pio IX. Nel dicembre dello stesso anno gli fu affidata una visita apostolica alle missioni dell'Impero ottomano.
Nominato nunzio a Bruxelles il 15 novembre 1848, non assunse effettivamente l'incarico a causa degli avvenimenti rivoluzionari e raggiunse la corte pontificia rifugiata a Gaeta. Il 30 settembre 1850 fu destinato alla nunziatura di Napoli. Nel 1856 fu nominato nunzio in Portogallo, dove arrivò nell'ottobre 1858.
Pio IX lo creò cardinale il 13 marzo 1868. Il 24 settembre successivo entrò nelle Congregazioni dell'Indice, dei Vescovi e Regolari, del Concilio e delle Indulgenze. Il 31 marzo 1875 divenne prefetto della Congregazione delle Indulgenze e delle Sacre Reliquie. Il 6 luglio 1876 assunse la pro-prefettura della Congregazione dei Vescovi e Regolari, durante la malattia di Giuseppe Andrea Bizzarri, al quale succedette nella prefettura.
Leone XIII lo nominò membro della Congregazione del Sant'Uffizio il 7 giugno 1878. Prestò giuramento come cardinale inquisitore il 19 giugno seguente.
Nei rapporti con lo Stato italiano manifestò un orientamento intransigente, pur con differenze secondo le questioni affrontate. Nel dibattito del 1878 sulle visite dei vescovi ai sovrani si oppose alle deroghe prospettate da Luigi Maria Bilio e sostenne un'applicazione rigorosa delle direttive pontificie. In altre controversie, come quelle sui benefici ecclesiastici di patronato regio, mostrò maggiore disponibilità a soluzioni pratiche.
Morì a Roma il 13 gennaio 1887.
Bibliografia
- Giuseppe De Marchi, Le nunziature apostoliche dal 1800 al 1956, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1957, pp. 62, 177, 183 e 214.
- Diego Pinna, Leone XIII, la Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari e l'Italia. Direttive papali e orientamenti cardinalizi nel primo decennio del pontificato leonino (1878-1887), in «Chiesa e Storia», 2, 2012, pp. 331-354.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 580-582.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]