Testa, Gustavo

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Gustavo Testa (Boltiere, 18 luglio 1886 - Città del Vaticano, 28 febbraio 1969) è stato un cardinale, diplomatico pontificio, prefetto della Congregazione per la Chiesa Orientale; fu altresì membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Ordinato sacerdote nel 1910, completò la propria formazione a Roma, perfezionandosi negli studi biblici e nelle lingue orientali. Dopo diversi incarichi diplomatici, nel 1934 fu nominato arcivescovo titolare di Amasea e delegato apostolico in Egitto, Arabia, Abissinia, Eritrea, Palestina, Transgiordania e Cipro. Dal 1948 fu nuovamente delegato apostolico in Palestina e amministratore apostolico del patriarcato latino di Gerusalemme; dal 1953 al 1959 fu nunzio apostolico in Svizzera.

La lunga esperienza in Medio Oriente favorì in Testa una particolare attenzione per le Chiese orientali e per i rapporti fra le diverse confessioni cristiane. Il suo profilo ecclesiastico fu caratterizzato soprattutto da pragmatismo diplomatico, realismo pastorale e disponibilità al dialogo.

Giovanni XXIII, al quale era legato da una lunga amicizia, lo creò cardinale nel concistoro del 14 dicembre 1959, assegnandogli il titolo di San Girolamo degli Schiavoni.

Il 14 dicembre 1961 fu nominato membro della Suprema Sacra Congregazione del Sant'Offizio. Rimase membro della Congregazione fino alla riforma del dicastero del 7 dicembre 1965.

La sua appartenenza alla Suprema non corrispose tuttavia a un orientamento propriamente intransigente. Pur inserito pienamente nella cultura istituzionale e dottrinale della Curia romana, Testa si distingueva dalla linea più rigida rappresentata da Alfredo Ottaviani. L'esperienza diplomatica, la conoscenza delle Chiese orientali e la vicinanza a Giovanni XXIII ne favorirono un atteggiamento più pragmatico e aperto alla dimensione ecumenica.

Partecipò attivamente alla preparazione del Concilio Vaticano II, presiedendo la Commissione tecnico-organizzativa. Durante il Concilio svolse anche delicati incarichi di mediazione con rappresentanti delle Chiese ortodosse; nel 1963 si adoperò, attraverso l'arciprete russo Vitalij Borovoj e il patriarca Alessio I, per favorire la liberazione del metropolita greco-cattolico ucraino Josyf Slipyj, detenuto da molti anni in Unione Sovietica.

Nel 1961 fu nominato pro-presidente della Commissione cardinalizia per l'Amministrazione speciale della Santa Sede e nel 1962 segretario della Congregazione per la Chiesa Orientale, della quale divenne successivamente pro-prefetto e quindi prefetto. Lasciò tale incarico nel 1968. Morì l'anno seguente.

Bibliografia

  • AAS, 53 (1961), p. 832.
  • Uri Bialer, Cross on the Star of David. The Christian World in Israel's Foreign Policy, 1948-1967, Indiana University Press, Bloomington 2005.
  • Marco Roncalli, Testa, Gustavo, in DBI, vol. 95 (2019).
  • Lorenzo Suardi, Memoria del card. Testa, in "Atti dell'Ateneo di scienze, lettere e arti", XXXV, 1970-1971, pp. 615-640.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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