Recanati, Giusto

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giusto Recanati, O.F.M.Cap., al secolo Vincenzo Benedetto Giuseppe Recanati e in religione Giusto da Camerino (Camerino, 9 agosto 1789 - Roma, 17 novembre 1861), è stato un vescovo e cardinale italiano, consultore e poi membro della Congregazione del Sant'Uffizio, nonché membro della Congregazione dell'Indice.

Entrò nel seminario di Camerino e l'8 dicembre 1803 vestì l'abito dei cappuccini nel convento di Cingoli. Pronunciata la professione religiosa, proseguì la propria formazione nel collegio dell'ordine. La soppressione napoleonica dei conventi lo costrinse tuttavia a completare gli studi nel seminario diocesano di Camerino. Fu ordinato sacerdote, come membro del clero secolare, il 22 febbraio 1812.

Nel 1816, dopo la restaurazione della provincia cappuccina, rientrò nella vita conventuale a Fabriano, dove fu per circa quattordici anni lettore di filosofia. Intorno al 1840 venne chiamato a insegnare nel seminario di Jesi. In questa fase godette della protezione del cardinale Pietro Ostini, vescovo della città, suo mecenate e amico.

Il 30 settembre 1843 fu nominato prefetto del collegio missionario cappuccino di San Fedele a Roma. Il 12 novembre seguente divenne consultore della Congregazione dei Vescovi e Regolari e l'8 giugno 1844 consultore della Congregazione di Propaganda Fide. Il 9 settembre 1844 fu inoltre eletto definitore generale dei cappuccini. Come prefetto di San Fedele prese parte alla selezione e alla preparazione dei religiosi destinati alle missioni dell'ordine.

Il 26 marzo 1847 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio, assumendo formalmente l'incarico mediante il giuramento prestato il 14 aprile. Il 1º giugno 1848 entrò nella commissione incaricata di esaminare la definibilità del dogma dell'Immacolata Concezione, per la quale redasse un voto teologico.

In qualità di consultore intervenne anche nell'esame del Gesuita moderno di Vincenzo Gioberti. Il suo voto, fortemente critico nei confronti dell'antigesuitismo e delle posizioni ecclesiologiche dell'autore, rappresentò uno dei primi momenti del procedimento romano sulle opere giobertiane. Recanati assunse inoltre una posizione critica nei confronti di Antonio Rosmini durante le discussioni curiali che precedettero il decreto Dimittantur opera del 3 luglio 1854, con il quale le opere rosminiane allora esaminate furono lasciate senza condanna.

Per formazione, relazioni e orientamento dottrinale Recanati appartenne all'area conservatrice della Curia di Pio IX. Può quindi essere accostato alla sensibilità intransigente, purché il termine sia inteso soprattutto nel suo significato dottrinale e curiale e non venga identificato automaticamente con le più tarde posizioni politico-ecclesiologiche affermatesi dopo il 1870.

Il 3 luglio 1848 fu eletto arcivescovo titolare di Tripoli di Fenicia e il 9 luglio ricevette la consacrazione episcopale dal cardinale Antonio Francesco Orioli. Dal 22 agosto 1848 al 1851 resse come amministratore apostolico la diocesi di Senigallia. Il 13 gennaio 1852 fu nominato assistente al soglio pontificio.

Riservato in pectore nel concistoro del 15 marzo 1852, fu pubblicato cardinale da Pio IX il 7 marzo 1853. Il 10 marzo ricevette il titolo presbiterale dei Santi XII Apostoli e fu nominato membro della Congregazione dei Vescovi e Regolari, della Congregazione dell'Immunità ecclesiastica, della Congregazione dell'Indice e del Sant'Uffizio. Prestò giuramento come cardinale inquisitore il 13 aprile 1853.

Morì a Roma il 17 novembre 1861. Fu sepolto nella chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini.

Opere

  • Voto sul «Gesuita moderno» di Vincenzo Gioberti (1848), edito in Luciano Malusa, Letterio Mauro, Cristianesimo e modernità nel pensiero di Vincenzo Gioberti. Il «Gesuita moderno» al vaglio delle Congregazioni romane (1848-1852). Da documenti inediti, FrancoAngeli, Milano 2005, pp. 57-104.
  • Voto sulla definibilità dell'Immacolata Concezione (1848), edito in Vincenzo Sardi, La solenne definizione del dogma dell'Immacolato Concepimento di Maria Santissima, vol. I, parte II, Tipografia Vaticana, Roma 1904, pp. 157-174.

Bibliografia

  • Philippe Boutry, Souverain et pontife. Recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Roma 2002, p. 706.
  • Letterio Mauro, Il cardinale Giusto Recanati, in Luciano Malusa, Stefania Zanardi (a cura di), Carteggio Antonio Rosmini-Pier Luigi Bertetti, FrancoAngeli, Milano 2024, pp. 106-112.
  • Michelangelo da Rossiglione, Cenni biografici e ritratti di padri illustri dell'Ordine cappuccino sublimati alle dignità ecclesiastiche, vol. II, A. Bertinelli, Roma 1850, pp. 129-132.
  • Remigius Ritzler, Pirminus Sefrin, Hierarchia catholica medii et recentioris aevi sive Summorum Pontificum, S.R.E. Cardinalium, Ecclesiarum Antistitum series e documentis tabularii praesertim Vaticani collecta, digesta, edita, vol. VIII, A pontificatu Pii PP. IX (1846) usque ad pontificatum Leonis PP. XIII (1903), Il Messaggero di Sant'Antonio, Padova 1978, pp. 12 e 567.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1242-1244.
  • Christoph Weber, Kardinäle und Prälaten in den letzten Jahrzehnten des Kirchenstaates. Elite-Rekrutierung, Karriere-Muster und soziale Zusammensetzung der kurialen Führungsschicht zur Zeit Pius’ IX. (1846-1878), vol. II, Anton Hiersemann, Stuttgart 1978, pp. 510-511.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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