Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giuseppe Maria Velzi (Como, 8 marzo 1767 - Montefiascone, 23 novembre 1836), al secolo Giuseppe Carlo Filippo Velzi, è stato un cardinale domenicano, teologo e vescovo, consultore e poi membro della Congregazione dell'Indice e della Congregazione del Sant'Uffizio.
Nato in una famiglia benestante di Como, nel 1784 entrò nel convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva a Roma, assumendo il nome religioso di Giuseppe Maria. Pronunciò i voti solenni nel 1785 e si dedicò agli studi teologici. Fu successivamente lettore di teologia a Perugia, Viterbo e Lucca.
Tornato a Roma, fu priore di Santa Maria sopra Minerva. Dopo la soppressione napoleonica degli ordini religiosi nel 1810 rientrò a Como, dove collaborò con il vescovo Carlo Rovelli e contribuì alla riorganizzazione del seminario diocesano. Nel 1811 accompagnò Rovelli al concilio di Parigi convocato da Napoleone.
Nel 1821 riprese l'abito domenicano e l'anno successivo tornò a Roma, dove divenne procuratore generale dell'ordine e professore di teologia dogmatica alla Sapienza.
L'8 giugno 1822 fu nominato consultore della Congregazione dell'Indice. Nel 1823 Leone XII lo nominò pro-vicario generale dell'Ordine domenicano e gli affidò importanti visite canoniche nelle province italiane.
Il 7 febbraio 1824 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio e il 2 giugno assunse formalmente l'incarico mediante giuramento.
Nel 1826 fu nominato maestro del Sacro Palazzo apostolico, diventando così il teologo ufficiale del pontefice. In tale veste ebbe un ruolo significativo nell'attività di controllo dottrinale e censorio della Curia romana.
Gregorio XVI, che nutriva per lui particolare stima, lo creò cardinale il 2 luglio 1832 e lo nominò contemporaneamente vescovo di Montefiascone e Corneto.
Il 17 dicembre 1832 fu nominato membro della Congregazione dell'Indice e della Congregazione del Sant'Uffizio e il 20 dicembre giurò come cardinale inquisitore. Fu inoltre membro delle Congregazioni dei Vescovi e Regolari e della Disciplina Regolare.
Negli ultimi anni si dedicò soprattutto al governo della diocesi, intervenendo in particolare sulla formazione del clero e sulla riorganizzazione del seminario di Montefiascone.
Morì a Montefiascone il 23 novembre 1836.
Bibliografia
- Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 481-482.
- MORONI, vol. XC (1858), pp. 119-121.
- Glauco Schettini, Velzi, Giuseppe Carlo Filippo, in DBI, vol. 98 (2020).
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1537-1539.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]