Gotti, Girolamo Maria

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Girolamo Maria Gotti, al secolo Giovanni Antonio Benedetto (Genova, 29 marzo 1834 – Roma, 19 marzo 1916), è stato un carmelitano scalzo e cardinale; fu consultore della Congregazione del Sant'Uffizio e poi membro della stessa in qualità di cardinale, superiore generale dell'Ordine dei carmelitani scalzi, prefetto della Congregazione dei Vescovi e Regolari e prefetto della Congregazione di Propaganda Fide.

Figlio di Filippo Gotti, lavoratore portuale di origine bergamasca, e di Caterina Schiappacasse, proveniva da una famiglia di modeste condizioni. Entrò fra i carmelitani scalzi il 7 novembre 1850 e pronunciò la professione religiosa il 12 novembre 1851, assumendo il nome di Girolamo dell'Immacolata Concezione. Ordinato sacerdote nel dicembre 1856, insegnò filosofia nelle scuole dell'Ordine e matematica alla Scuola navale di Genova.

Nel 1869 accompagnò a Roma il superiore generale dei carmelitani scalzi come suo teologo al concilio Vaticano I. Divenne procuratore generale dell'Ordine nell'aprile 1872 e superiore generale nell'ottobre 1881. In questa veste visitò diverse province europee e le missioni carmelitane in Siria.

Il 10 luglio 1884 fu nominato consultore della sezione orientale di Propaganda Fide e il 3 dicembre 1888 della Congregazione dei Vescovi e Regolari. Entrò come consultore nel Sant'Uffizio il 12 aprile 1889, prestando giuramento il 1° maggio.

Nel marzo 1892 fu nominato internunzio in Brasile e arcivescovo titolare di Petra. Rientrato a Roma, Leone XIII lo creò cardinale il 29 novembre 1895, assegnandogli il titolo di Santa Maria della Scala. Entrò quindi nella Congregazione dell'Indice e il 1° ottobre 1896 fu nominato prefetto della Congregazione delle Indulgenze e delle Sacre Reliquie.

Il 14 novembre 1898 divenne membro del Sant'Uffizio, prestando giuramento il 16 novembre. Il 20 novembre 1899 passò alla prefettura della Congregazione dei Vescovi e Regolari e il 29 luglio 1902 a quella di Propaganda Fide.

Nel conclave del 1903 fu uno dei principali candidati al pontificato, ottenendo diciassette voti al primo scrutinio. La sua candidatura suscitava anche aspettative e timori di una riorganizzazione degli uffici curiali.

Alla guida di Propaganda Fide promosse lo sviluppo delle missioni e sostenne nuovi istituti missionari. La sua azione diplomatica fu improntata alla prudenza e alla difesa degli interessi missionari cattolici, mantenendo rapporti con potenze dagli orientamenti politici differenti. Questo pragmatismo rende poco adeguata una sua collocazione indistinta nel campo dell'intransigentismo.

Il 4 aprile 1904 entrò nella commissione preparatoria per la codificazione del diritto canonico. Conservò la prefettura di Propaganda Fide fino agli ultimi mesi di vita, quando la malattia rese necessaria la nomina di un pro-prefetto. Morì a Roma il 19 marzo 1916.

Bibliografia

  • Carlo M. Fiorentino, Gotti, Girolamo Maria, in DBI, vol. 58, 2002.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 712-714.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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