Castelli, Giovanni Battista

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Giovanni Battista Castelli (Bologna, ? - Parigi, 27 agosto 1583) è stato un canonista, vescovo di Rimini e nunzio apostolico in Francia. Fu vicario vescovile a Bologna, dove condusse i processi per stregoneria del 1559, e vicario generale di Carlo Borromeo a Milano.

Formazione e Concilio di Trento

Appartenente a una famiglia della nobiltà bolognese, non se ne conosce la data esatta di nascita. Divenne canonico della cattedrale di San Pietro nel 1540. Studiò diritto nello Studio cittadino, conseguendo nel 1546 il dottorato in utroque iure; insegnò poi diritto civile fino al 1551. Nel maggio 1551 Castelli era a Trento al seguito del legato pontificio Marcello Crescenzi. La congregazione generale del 31 agosto lo elesse promotore del Concilio di Trento; Pio IV gli conferì nuovamente l’ufficio con breve del 4 marzo 1561. Seguì la redazione degli atti conciliari e partecipò, in qualità di canonista, alle commissioni incaricate di predisporre il salvacondotto per i protestanti invitati al concilio e di esaminare le proposte di riforma del cardinale Seripando. Nel 1563 accompagnò il cardinale Giovanni Morone nella missione presso Ferdinando I a Innsbruck.

I processi per stregoneria a Bologna

Il 26 febbraio 1559, dopo le dimissioni del vicario vescovile Bartolomeo Casali, coinvolto in accuse di empietà, il vescovo Giovanni Campeggi affidò a Castelli le funzioni di suo sostituto. Affiancato dal giurista Sebastiano Rolandi, Castelli condusse l'inchiesta contro alcune donne accusate inizialmente di sortilegi e pratiche di magia amorosa. L'inquisitore domenicano Eustachio Locatelli delegò ai due giudici della curia vescovile la conduzione del procedimento, riservandosi di intervenire nella decisione finale.

Nel corso degli interrogatori le accuse si estesero alla partecipazione al sabba, al patto con il demonio e al rinnegamento del battesimo. La documentazione superstite, in particolare gli interrogatori di Domenica Malatesti, mostra il peso delle domande dei giudici e della tortura nella formazione di queste confessioni. Il caso permette di osservare come un'inchiesta su pratiche magiche potesse trasformarsi in un processo per stregoneria diabolica. Guido Dall'Olio ha ipotizzato, senza presentarla come una certezza documentaria, che il rigore di Castelli fosse legato anche alla necessità di allontanare dalla curia bolognese i sospetti di eterodossia suscitati dal suo predecessore.

Il procedimento fu sottoposto alla Congregazione del Sant'Uffizio a Roma. I consultori bolognesi si espressero per la pena capitale e Paolo IV ne approvò l'applicazione, pur riconoscendone il carattere eccezionale per imputate che non erano formalmente recidive. Il 27 maggio 1559 Domenica Malatesti, Vincenza Ferrarese, Laura Campani ed Elisabetta Zochi furono impiccate e i loro corpi bruciati.

Il vicariato milanese e l'episcopato di Rimini

Negli anni successivi Castelli proseguì la propria attività conciliare e collaborò con il vescovo di Bologna Gabriele Paleotti nell'attuazione della riforma tridentina. Alla fine del 1566, su richiesta di Carlo Borromeo, si trasferì a Milano e subentrò a Nicolò Ormaneto come vicario generale dell'arcidiocesi. Amministrò la diocesi anche durante le assenze dell'arcivescovo, contribuendo alla preparazione dei sinodi e all'applicazione delle nuove norme disciplinari. Nel conflitto con il governatore spagnolo Luis de Requesens sostenne le prerogative giurisdizionali dell'autorità ecclesiastica.

Nominato vescovo di Rimini il 29 marzo 1574, intraprese una capillare visita pastorale e convocò sinodi diocesani per disciplinare il clero, la cura delle anime e l'amministrazione dei sacramenti. Ricevette inoltre incarichi di visita apostolica in diverse diocesi italiane, tra cui Lucca, Pisa, Pistoia, Siena, Volterra, Parma, Piacenza e Crema. Il suo operato, improntato a un rigoroso controllo della vita religiosa, suscitò anche opposizioni: a Volterra i suoi metodi provocarono le proteste del granduca Francesco I de' Medici e portarono al suo richiamo.

La nunziatura in Francia

Scelto da Gregorio XIII come nunzio apostolico in Francia dopo il richiamo di Anselmo Dandino, giunse alla corte di Enrico III nella primavera del 1581. La missione si svolse in un regno segnato dalle guerre di religione e dalla difesa delle libertà gallicane. Castelli trattò la controversia suscitata dalla pubblicazione della bolla In Coena Domini e cercò di ottenere il riconoscimento dei decreti disciplinari del Concilio di Trento. La resistenza del Parlamento di Parigi e le divergenze tra la corte e Roma impedirono di raggiungere quest'ultimo obiettivo.

Seguì anche le tensioni tra Francia e Spagna causate dall'intervento del duca d'Angiò nei Paesi Bassi, mentre la Santa Sede tentava di evitare una guerra fra le due monarchie cattoliche. Più vicino per esperienza al governo pastorale che alla diplomazia di corte, chiese ripetutamente di poter tornare a Rimini. Morì a Parigi il 27 agosto 1583, nella sede della nunziatura all'hôtel de Sens, e fu sepolto nella cattedrale di Notre-Dame.

Opere

  • Istituto dell'orazione da farsi ogni sera in ciascuna casa con tutta la famiglia, Rimini 1576.
  • Decreta generalia, Piacenza 1580.

Bibliografia

  • Giovanni Battista Castelli, Visitatio civitatis Parmae Rev.mi Joannis Baptistae Castelli e Decreta visitationis dioecesis, a cura di Enrico Dall'Olio, 2 voll., Grafiche Step, Parma 2000.
  • Guido Dall'Olio, Eretici e inquisitori nella Bologna del Cinquecento, Istituto per la Storia di Bologna, Bologna 1999.
  • Guido Dall'Olio, I rapporti tra Roma e Bologna in materia di inquisizione. Note dai carteggi dell'Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede (1557-1571), in L'inquisizione e gli storici: un cantiere aperto, Accademia Nazionale dei Lincei, Roma 2000, pp. 147-158.
  • Guido Dall'Olio, Tribunali vescovili, inquisizione romana e stregoneria. I processi bolognesi del 1559, in Il piacere del testo. Saggi e studi per Albano Biondi, a cura di Adriano Prosperi, Bulzoni, Roma 2001, vol. I, pp. 63-82.
  • Guido Dall'Olio, Before the Fire Burns: Trials for Superstition, Magic, and Witchcraft in Sixteenth-Century Bologna, in "Religions", 15/9, 2024, art. 1111.
  • Gigliola Fragnito, Castelli, Giovanni Battista, in DBI, vol. 21 (1978).
  • Michel François, La réception du concile en France sous Henri III, in Il concilio di Trento e la riforma tridentina, Herder, Roma 1965, vol. I, pp. 383-400.
  • Amilcare Pasini, Applicazione del Concilio di Trento in diocesi di Parma nella visita apostolica di mons. G. B. Castelli, Officina Grafica Fresching, Parma 1953.
  • Paolo Prodi, Il cardinale Gabriele Paleotti (1522-1597), 2 voll., Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1959-1967.
  • Robert Toupin (a cura di), Correspondance du nonce en France Giovanni Battista Castelli (1581-1583), Presses de l'Université Grégorienne - E. de Boccard, Roma-Parigi 1967.

Voci correlate

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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