Severoli, Antonio Gabriele

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Antonio Gabriele Severoli (Faenza, 28 febbraio 1757 - Roma, 8 settembre 1824) è stato un cardinale, vescovo e diplomatico pontificio, membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Dopo gli studi presso il collegio dei Gesuiti di Ravenna e l'Accademia dei Nobili Ecclesiastici di Roma, fu ordinato sacerdote nel 1779 e conseguì il dottorato in utroque iure all'Università di Cesena nel 1787. Nello stesso anno fu nominato vescovo di Fano.

Nel 1801 fu promosso arcivescovo titolare di Petra e inviato come nunzio apostolico a Vienna, incarico che mantenne fino al 1816. Nella capitale asburgica si oppose alle persistenti tendenze giuseppinistiche e difese con fermezza le prerogative della Santa Sede. Dal 1808 fu inoltre vescovo di Viterbo e Toscanella.

Partecipò al Congresso di Vienna e Pio VII lo creò cardinale l'8 marzo 1816. Tornato in Italia nel 1817, entrò in numerose congregazioni romane.

Nel conclave del 1823 fu il principale candidato del gruppo degli zelanti. La sua possibile elezione fu impedita dall'esclusiva presentata dall'Austria, preoccupata soprattutto della sua opposizione al giuseppinismo e della possibilità che smantellasse la politica moderata e riformatrice di Ercole Consalvi.

Il 18 marzo 1824 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio; prestò giuramento come cardinale inquisitore il 15 giugno successivo.

Morì a Roma l'8 settembre 1824.

Severoli fu uno degli esponenti più significativi dell'area intransigente e conservatrice nella Curia della Restaurazione, come dimostrano la sua opposizione al giurisdizionalismo asburgico, la vicinanza agli zelanti e la candidatura papale del 1823.

Bibliografia

  • Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 468-469.
  • Ferdinand Maass, Der Wiener Nuntius Severoli und der Spätjosephinismus, in "Mitteilungen des Instituts für Österreichische Geschichtsforschung", 63, 1955, pp. 484-499.
  • MORONI, vol. LXV (1854), pp. 48-54.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, 2 voll., Schöningh, Paderborn 2005, pp. 1374-1376.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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