Franzelin, Johannes Baptist

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Johannes Baptist Franzelin, noto anche come Giovanni Battista Franzelin (Aldino, 15 aprile 1816 – Roma, 11 dicembre 1886), è stato un gesuita, teologo, qualificatore e consultore del Sant'Uffizio, quindi membro della Congregazione stessa in qualità di cardinale.

Proveniente da una famiglia contadina tirolese, studiò presso il ginnasio dei francescani di Bolzano ed entrò nella Compagnia di Gesù a Graz il 27 luglio 1834. Proseguì la formazione filosofica a Tarnopol e insegnò a Leopoli, prima di trasferirsi nel 1845 al Collegio Romano per gli studi teologici. I moti del 1848 lo costrinsero a lasciare Roma: soggiornò in Inghilterra e successivamente in Francia, dove fu ordinato sacerdote a Le Puy il 23 dicembre 1849.

Tornato a Roma, dal 1850 insegnò ebraico e siriaco all'Università Gregoriana. Fu inoltre prefetto degli studi del Collegio Germanico dal 1853 al 1857 e professore di teologia dogmatica alla Gregoriana dal 1857 al 1876.

La sua attività nelle congregazioni romane accompagnò quella accademica. Il 6 gennaio 1862 divenne consultore di Propaganda Fide per gli affari orientali. Il 22 gennaio 1863 prestò giuramento come qualificatore della Congregazione del Sant'Uffizio; il 21 marzo 1871 fu nominato consultore della stessa congregazione. Dall'11 agosto 1867 partecipò alla commissione teologico-dogmatica preparatoria del concilio Vaticano I, contribuendo alla redazione degli schemi dottrinali.

La documentazione censita da Schwedt attesta numerosi suoi pareri su opere sottoposte all'esame delle congregazioni romane. Nel 1871 si occupò, fra l'altro, degli scritti di Johann Friedrich von Schulte, Lord Acton e altri autori intervenuti contro le deliberazioni del Vaticano I. Conservò tuttavia autonomia di giudizio: la sua opposizione contribuì a impedire la condanna delle opere di Johannes Evangelist von Kuhn e Johann Michael Sailer.

Pio IX lo creò cardinale il 3 aprile 1876. Il 7 aprile fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio, della Congregazione dell'Indice, degli Affari ecclesiastici straordinari e degli Studi. Prestò giuramento come cardinale inquisitore il 26 aprile. Il 28 marzo 1885 divenne prefetto della Congregazione delle Indulgenze e delle Sacre Reliquie.

Politicamente vicino all'intransigentismo, nel conclave del 1878 sostenne Raffaele Monaco La Valletta. La sua teologia, caratterizzata dall'attenzione alle fonti patristiche e alla tradizione, non coincideva però con un'adesione esclusiva al neotomismo. Nelle questioni diplomatiche poté sostenere soluzioni negoziali, come nei rapporti con la Russia.

Tra le sue opere principali figurano il Tractatus de SS. Eucharistiae Sacramento et Sacrificio (1868), il Tractatus de divina traditione et scriptura (1870) e il Tractatus de Verbo incarnato (1870). Le Theses de Ecclesia Christi furono pubblicate postume nel 1887.

Morì a Roma l'11 dicembre 1886.

Bibliografia

  • Bernhard Knorn, Johann Baptist Franzelin (1816–86): A Jesuit Cardinal Shaping the Official Teaching of the Church at the Time of the First Vatican Council, in «Journal of Jesuit Studies», 7, 2020, pp. 592-615.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 616-622.
  • Peter Walter, Johann Baptist Franzelin (1816-1886). Jesuit, Theologe, Kardinal. Ein Lebensbild, Athesia, Bozen 1987.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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