Borgongini Duca, Francesco

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Francesco Borgongini Duca (Roma, 26 febbraio 1884 - Roma, 4 ottobre 1954) è stato un cardinale, diplomatico pontificio; fu anche membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Formatosi presso il Pontificio Seminario Romano, conseguì i titoli in teologia e diritto canonico e fu ordinato sacerdote il 22 dicembre 1906. Dal 1907 prestò servizio nella Penitenzieria Apostolica e insegnò discipline teologiche presso istituzioni pontificie romane; nel 1917 divenne segretario della stessa Penitenzieria.

La sua formazione teologica si collocò nettamente nell'area tradizionale e antimodernista. Particolarmente significativa fu la dura polemica che lo oppose a Ernesto Buonaiuti sulla genesi della dottrina agostiniana del peccato originale. Alle tesi avanzate da Buonaiuti negli anni 1916-1917 Borgongini Duca rispose nel 1919 con Il profilo di S. Agostino e la genesi della dottrina agostiniana intorno al peccato originale e successivamente con un'ulteriore replica polemica. Il contrasto, al di là delle questioni filologiche, investiva il rapporto fra sviluppo storico del dogma, tradizione e autorità ecclesiastica e mostrava la sua netta opposizione alle prospettive riconducibili al modernismo.

Nel 1921 fu nominato prosegretario e nel 1922 segretario della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari. Partecipò alle trattative che portarono ai Patti Lateranensi dell'11 febbraio 1929, collaborando con il cardinale Pietro Gasparri e Francesco Pacelli.

Dopo la Conciliazione fu nominato arcivescovo titolare di Eraclea di Europa e primo nunzio apostolico presso il Regno d'Italia. Conservò l'incarico dal 1929 al 1953. La sua azione fu caratterizzata dalla volontà di salvaguardare il sistema concordatario e di evitare, per quanto possibile, rotture aperte tra la Santa Sede e lo Stato italiano.

Tale orientamento emerse anche durante la crisi provocata dalla legislazione razziale fascista del 1938: pur riconoscendo il contrasto delle nuove norme matrimoniali con il Concordato, Borgongini Duca si adoperò per evitare uno scontro frontale con il regime. Nel dopoguerra continuò a difendere fermamente l'integrità dei Patti Lateranensi.

Particolarmente significativa, anche per il suo precedente confronto teologico con Ernesto Buonaiuti, fu la posizione assunta sulla questione dell'insegnamento universitario dell'ex sacerdote modernista: Borgongini Duca sostenne l'applicazione dell'art. 5 del Concordato, che impedì il ritorno di Buonaiuti alla cattedra universitaria. Il suo profilo può dunque essere ricondotto a un conservatorismo dottrinale e istituzionale di marcata impronta antimodernista, accompagnato, sul piano diplomatico, da un atteggiamento generalmente prudente e conciliativo nei rapporti con lo Stato.

Pio XII lo creò cardinale nel concistoro del 12 gennaio 1953. Il 15 gennaio successivo gli fu assegnato il titolo di Santa Maria in Vallicella.

Nello stesso giorno, con biglietto della Segreteria di Stato, fu assegnato alle Congregazioni del Sant'Uffizio, per la Disciplina dei Sacramenti, de Propaganda Fide e degli Affari Ecclesiastici Straordinari.

Morì a Roma il 4 ottobre 1954. La sua appartenenza alla Congregazione del Sant'Uffizio fu dunque breve, ma particolarmente coerente con il precedente percorso teologico e curiale: dalla polemica antimodernista con Buonaiuti alla difesa dell'ortodossia dottrinale e dell'assetto concordatario della Chiesa italiana.

Bibliografia

  • Acta Apostolicae Sedis, 45 (1953), p. 107.
  • Carlo Alberto Biggini, Storia inedita della Conciliazione, Garzanti, Milano 1942.
  • Giuseppe Caputo, Borgongini Duca, Francesco, in DBI, vol. 12 (1971).
  • Renzo De Felice, Mussolini il fascista. II. L'organizzazione dello Stato fascista, 1925-1929, Einaudi, Torino 1968.
  • Francesco Margiotta Broglio, Italia e Santa Sede dalla grande guerra alla conciliazione. Aspetti politici e giuridici, Laterza, Bari 1966.
  • Francesco Pacelli, Diario della conciliazione. Con verbali e appendice di documenti, a cura di Michele Maccarrone, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1959.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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