Chigi, Flavio (iunior)

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Flavio Chigi (Roma, 8 settembre 1711 - Roma, 12 luglio 1771) è stato un cardinale, membro della Congregazione del Sant'Uffizio e prefetto della Congregazione dei Riti. È detto Flavio Chigi iunior per distinguerlo dall'omonimo cardinale seicentesco Flavio Chigi (1631-1693), nipote di Alessandro VII.

Figlio di Augusto Chigi e Maria Eleonora Rospigliosi, apparteneva alla famiglia aristocratica senese dalla quale era provenuto Alessandro VII. Nel 1712 il padre aveva ricevuto da Clemente XI le cariche ereditarie di maresciallo di Santa Romana Chiesa e custode del conclave, già detenute dai Savelli. Il fratello Agostino sposò Giulia Augusta Albani, rafforzando i legami dei Chigi con la famiglia di Clemente XI.

Avviato alla carriera curiale, fu protonotario apostolico. Durante il pontificato di Clemente XII ricevette l'incarico di accompagnare Maria Amalia di Sassonia nel suo passaggio attraverso lo Stato pontificio, in occasione del viaggio a Napoli per le nozze con Carlo di Borbone. Nel settembre 1743 divenne uditore della Camera apostolica.

Benedetto XIV lo creò cardinale il 26 novembre 1753; il 10 dicembre successivo gli fu assegnata la diaconia di S. Angelo in Pescheria. Il 3 marzo 1764 entrò nella Congregazione delle Acque e il 3 aprile 1767 in quella dei Riti. Il 7 aprile dello stesso anno fu nominato protettore dei canonici regolari lateranensi.

Il 7 gennaio 1768 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e prefetto della Congregazione dei Riti, incarico che mantenne sino alla morte. Il 14 gennaio successivo Vincenzo Pucci prestò giuramento come suo uditore presso il Sant'Uffizio.

Coltivò interessi artistici e bibliografici e accrebbe la Biblioteca Chigiana di circa quattromila volumi. Morì a Roma il 12 luglio 1771.

Bibliografia

  • Lorenzo Cardella, Memorie storiche de' cardinali della Santa Romana Chiesa, Stamperia Pagliarini, Roma 1793, vol. IX, pp. 51-52.
  • Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 338-339.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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