Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Filippo Casoni (Sarzana, 6 marzo 1733 - Roma, 9 ottobre 1811) è stato un cardinale, diplomatico e uomo di Curia, segretario di Stato di Pio VII e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Discendente da un'antica famiglia originaria di Sarzana, studiò al Collegio Nazareno di Roma sotto la protezione dello zio Nicola Casoni e conseguì nel 1767 il dottorato in utroque iure alla Sapienza. Dopo essere stato cameriere segreto di Clemente XIII e referendario delle Segnature, fu governatore di Narni e quindi di Loreto.
Nel 1785 fu nominato vicelegato ad Avignone. L'affermarsi della Rivoluzione francese nei territori pontifici della regione lo costrinse ad abbandonare la città nel giugno 1790. Dopo un periodo trascorso tra Carpentras, Chambéry e Roma, nel 1794 fu nominato arcivescovo titolare di Perge e nunzio apostolico in Spagna.
A Madrid svolse un'intensa attività diplomatica negli anni della Repubblica romana e della deportazione di Pio VI, cercando di ottenere dalla monarchia spagnola sostegno politico e finanziario per la Santa Sede. Si oppose inoltre alle iniziative regalistiche del governo di Carlo IV, pur mantenendo successivamente una linea più prudente e negoziale.
Pio VII lo creò cardinale il 23 febbraio 1801. Il 15 luglio 1806 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Il 17 giugno 1806, dopo le dimissioni di Ercole Consalvi, fu nominato segretario di Stato. La scelta rispondeva inizialmente alla ricerca di una personalità diplomatica e relativamente gradita alla Francia, ma Casoni dovette presto confrontarsi con l'inasprimento della politica napoleonica nei confronti della Santa Sede. Si oppose in particolare alle occupazioni territoriali francesi e alle pretese di Napoleone di coinvolgere lo Stato pontificio nel blocco continentale.
Le precarie condizioni di salute lo indussero a lasciare la Segreteria di Stato nel febbraio 1808. Ritiratosi progressivamente dalla vita pubblica, non fu deportato in Francia nel 1810 a causa dell'età avanzata e delle sue condizioni fisiche.
Morì a Roma il 9 ottobre 1811 e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria in Campitelli.
Il suo profilo appare quello di un moderato e diplomatico, come dimostrano la sua disponibilità iniziale alla mediazione con la Francia e la prudenza dimostrata nelle missioni diplomatiche. La fermezza mostrata come segretario di Stato contro le pretese napoleoniche fu essenzialmente legata alla difesa dell'indipendenza e dei diritti della Santa Sede.
Bibliografia
- Carlo Bordini, Casoni, Filippo, in DBI, vol. 21 (1978).
- MORONI, vol. X (1841), pp. 145-146.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 300-301.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]