Jorio, Domenico

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Domenico Jorio (Villa Santo Stefano, 7 ottobre 1867 - Roma, 21 ottobre 1954) è stato un cardinale, prefetto della Sacra Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Formazione e carriera curiale

Compì i primi studi ecclesiastici nel seminario di Ferentino e proseguì la formazione presso il Pontificio Seminario Romano, conseguendo i dottorati in teologia e in utroque iure. Fu ordinato sacerdote a Palestrina il 17 settembre 1891.

Dopo l'ordinazione svolse attività pastorale a Roma e iniziò contemporaneamente una lunga carriera negli uffici della Curia. Entrò nella Dataria Apostolica, presso la quale prestò servizio per molti anni. Nel 1901 fu nominato cameriere segreto pontificio e nel 1915 prelato domestico.

Dal 1908 svolse inoltre funzioni di sottosegretario presso la Sacra Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti, istituita da Pio X nello stesso anno. Il 20 ottobre 1918 fu nominato segretario della Dataria Apostolica, continuando parallelamente a operare nell'amministrazione dei Sacramenti.

Il 5 gennaio 1928 Pio XI lo nominò segretario della Sacra Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti. Divenne così uno dei principali funzionari del dicastero, occupandosi delle numerose questioni canoniche connesse alla celebrazione e alla validità dei sacramenti e, in particolare, della disciplina matrimoniale.

Cardinale e prefetto della Congregazione dei Sacramenti

Pio XI lo creò cardinale nel concistoro del 16 dicembre 1935. Il 19 dicembre gli fu assegnata la diaconia di Sant'Apollinare alle Terme Neroniane-Alessandrine.

Il 20 dicembre 1935, pochi giorni dopo la morte del cardinale Michele Lega, Jorio fu nominato prefetto della Sacra Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti, incarico che mantenne fino alla morte.

La sua lunga prefettura coincise con una fase di forte centralizzazione della disciplina matrimoniale e sacramentale. Jorio intervenne direttamente in alcune questioni nelle quali il diritto canonico entrava in rapporto con la legislazione civile e con le politiche degli Stati.

Particolarmente significativo fu il suo coinvolgimento, nel 1937, nella controversia sui matrimoni tra cittadini italiani e popolazioni africane dell'Africa Orientale Italiana. Interpellato dalla Segreteria di Stato dopo le richieste avanzate dal governo fascista, Jorio ribadì che la sola differenza di «razza» non poteva costituire, secondo il diritto della Chiesa, un impedimento alla validità del matrimonio. Al tempo stesso ritenne possibile che l'azione pastorale dei missionari cercasse di dissuadere tali unioni e prospettò forme di collaborazione con le autorità civili, entro i limiti imposti dal diritto canonico. La sua posizione si collocò quindi in un equilibrio problematico tra la difesa della disciplina matrimoniale ecclesiastica e una parziale disponibilità ad assecondare le politiche coloniali italiane volte a scoraggiare le unioni miste.

Membro della Congregazione del Sant'Uffizio e altri incarichi

Il 10 novembre 1938 Pio XI nominò Jorio membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

La sua presenza nel Sant'Uffizio si protrasse durante tutto il pontificato di Pio XII. Come membro della Congregazione partecipò alle deliberazioni collegiali dell'organismo incaricato della tutela della fede, della morale e della disciplina ecclesiastica, mentre il suo ruolo di prefetto dei Sacramenti lo rendeva particolarmente competente nelle questioni matrimoniali e sacramentali sottoposte anche all'esame del Sant'Uffizio.

Partecipò al conclave del marzo 1939 che elesse Pio XII.

Il 18 febbraio 1946, trascorsi dieci anni nell'ordine dei cardinali diaconi, optò per quello dei cardinali presbiteri e la sua diaconia di Sant'Apollinare fu elevata pro hac vice a titolo presbiterale.

Dal 21 giugno 1948 al 14 marzo 1949 fu camerlengo del Sacro Collegio dei Cardinali.

Rimase prefetto della Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti e membro del Sant'Uffizio fino alla morte, avvenuta il 21 ottobre 1954 nel suo appartamento nel Palazzo del Sant'Uffizio a Roma. Le esequie furono celebrate il 25 ottobre nella chiesa di Sant'Andrea della Valle. La salma fu quindi tumulata nella basilica di Sant'Apollinare.

Bibliografia

  • Acta Apostolicae Sedis, 30 (1938), p. 355.
  • Martin Bräuer, Handbuch der Kardinäle 1846-2012, De Gruyter, Berlin-Boston 2014, p. 290.
  • Lucia Ceci, Il papa non deve parlare. Chiesa, fascismo e guerra d'Etiopia, Laterza, Roma-Bari 2010, pp. 166-167.
  • Lucia Ceci, The Vatican and Mussolini's Italy, Brill, Leiden-Boston 2017, pp. 190-194.
  • Michele Sarfatti, The Fascist Government, the Holy See and the Prohibition of “Mixed” Marriages 1935-1938, in "Quest. Issues in Contemporary Jewish History", 22/2, 2022.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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