Lega, Michele

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Michele Lega (Brisighella, 1º gennaio 1860 - Roma, 16 dicembre 1935) è stato un cardinale e canonista; fu consultore della Congregazione del Sant'Uffizio e successivamente membro della stessa in qualità di cardinale.

Proveniva da una famiglia della borghesia agiata di Brisighella, caratterizzata da forti legami con gli ambienti ecclesiastici. Il padre Giacomo Lega era figlio dell'industriale Michele Lega, che aveva introdotto nella cittadina romagnola la prima filanda a vapore ed era stato insignito dell'Ordine di San Gregorio Magno sotto Pio IX. Tra i suoi congiunti vi furono anche diversi ecclesiastici, tra cui il fratello Antonio Lega, in seguito arcivescovo di Ravenna.

Entrato nel seminario minore di Faenza nel 1871, interruppe temporaneamente gli studi per prestare servizio militare volontario tra il 1881 e il 1882, raggiungendo il grado di sergente. Fu ordinato sacerdote nel 1883. Proseguì quindi una solida formazione filosofica e giuridica a Roma: conseguì il dottorato in filosofia presso l'Accademia di San Tommaso, quello in teologia presso il Seminario Romano e nel 1888 il dottorato in utroque iure a Sant'Apollinare.

Dal 1888 insegnò diritto canonico presso Sant'Apollinare, attività che proseguì fino al 1904, affermandosi come uno dei principali canonisti della Curia romana. Fu contemporaneamente officiale della Congregazione dei Riti e consultore della Congregazione Concistoriale. Il 12 agosto 1903 divenne sottosegretario della Congregazione del Concilio e nel 1904 fu chiamato a far parte della commissione incaricata della preparazione della nuova codificazione del diritto canonico, che sarebbe sfociata nel Codice del 1917.

Il 29 giugno 1908 fu nominato decano della Rota Romana. Alla lunga esperienza di canonista e giudice si accompagnò l'ingresso nella Congregazione del Sant'Uffizio: il 14 gennaio 1911 fu nominato consultore della Congregazione e il 18 gennaio successivo assunse formalmente l'incarico mediante il prescritto giuramento.

Pio X lo creò cardinale nel concistoro del 25 maggio 1914, assegnandogli la diaconia di Sant'Eustachio. Il 15 dicembre dello stesso anno fu nominato prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Partecipò al conclave del 1914, che elesse Benedetto XV.

Il 20 marzo 1920 fu nominato prefetto della Congregazione dei Sacramenti. Il 31 ottobre dello stesso anno fu incluso nella Congregazione del Sant'Uffizio. Il 10 dicembre 1920 fu inoltre nominato membro della Congregazione dei Religiosi.

Partecipò al conclave del 1922, che elesse Pio XI. Nel 1924 optò per l'ordine dei cardinali presbiteri, conservando pro hac vice il titolo di Sant'Eustachio. Nel 1926 passò all'ordine dei cardinali vescovi e gli fu assegnata la sede suburbicaria di Frascati. Continuò a dirigere la Congregazione dei Sacramenti fino alla morte.

La sua attività fu caratterizzata soprattutto dal profilo di giurista e uomo di governo della Curia. Lega contribuì in maniera significativa allo sviluppo del diritto processuale canonico e alla preparazione della codificazione del 1917. Le sue Praelectiones in textum Iuris Canonici de iudiciis ecclesiasticis costituirono un'opera di riferimento nel settore; dalla sua attività didattica e giudiziaria derivarono inoltre il Compendium praelectionum de iudiciis ecclesiasticis e, postumo, il Commentarius in iudicia ecclesiastica iuxta Codicem Iuris Canonici, curato da Vittorio Bartoccetti.

Morì a Roma il 16 dicembre 1935.

Fonti e bibliografia

  • Acta Apostolicae Sedis, 3 (1911), p. 90; 6 (1914), p. 721; 12 (1920), pp. 141, 579; 13 (1921), p. 30.
  • Michele Lega, Commentarius in iudicia ecclesiastica iuxta Codicem Iuris Canonici, a cura di Vittorio Bartoccetti, 3 voll., Anonima Libraria Cattolica Italiana, Roma 1938-1941.
  • Michele Lega, Compendium praelectionum de iudiciis ecclesiasticis in scholis Pontificii Seminarii Romani habitarum, Typis Polyglottis Vaticanis, Romae 1906.
  • Michele Lega, Praelectiones in textum Iuris Canonici de iudiciis ecclesiasticis in scholis Pontificii Seminarii Romani habitae, 4 voll., Typis Vaticanis, Romae 1896-1902.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von römischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 853-855.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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