Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Domenico Bartolini (Roma, 16 maggio 1813 – Firenze, 2 ottobre 1887) è stato un cardinale, storico e archeologo cristiano, consultore e poi membro della Congregazione dell'Indice, prefetto della Congregazione dei Riti e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Proveniente da una famiglia della borghesia romana, studiò nel Seminario Romano. Fu canonico della basilica di San Marco e dal 1847 della basilica di San Giovanni in Laterano. Il 15 gennaio 1844 entrò nell'Accademia di Religione Cattolica.
Il 28 aprile 1847 fu nominato consultore della Congregazione delle Indulgenze e il 18 novembre prestò giuramento come referendario delle due Segnature. Il 19 aprile 1848 divenne consultore della Congregazione dell'Indice.
Nell'ambito dell'attività censoria redasse pareri su opere riguardanti i rapporti fra autorità ecclesiastica e potere politico, la storia pontificia e la liturgia. Fra i testi esaminati figuravano La scomunica del popolo italiano al Papa e ai suoi ministri di Carlo Arduini, gli Studi sull'apostolica sicola legazia di Vincenzo Crisafulli e l'edizione del Diarium di Johann Burchard curata da Achille Gennarelli.
Il 30 marzo 1861 fu nominato segretario della Congregazione dei Riti. Dal 6 gennaio 1862 fu consultore di Propaganda Fide per gli affari orientali e nel novembre 1863 divenne protonotario apostolico. Partecipò inoltre alla Commissione di archeologia sacra e ai lavori preparatori del concilio Vaticano I, nelle commissioni cerimoniale e politico-ecclesiastica.
Pio IX lo creò cardinale il 15 marzo 1875. Il 31 marzo entrò nelle Congregazioni dell'Indice, dei Vescovi e Regolari, del Concilio e delle Indulgenze.
Nel conclave del 1878 fu fra i principali sostenitori di Gioacchino Pecci. Dopo l'elezione di Leone XIII divenne membro della Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari, presidente dell'Accademia di Religione Cattolica e, il 15 luglio 1878, prefetto della Congregazione dei Riti e segretario dei Memoriali.
Il 29 giugno 1879 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio. Prestò giuramento come cardinale inquisitore il 2 luglio seguente.
Sul terreno politico-religioso sostenne posizioni intransigenti. Nel dibattito del 1881 sulla partecipazione dei cattolici alle elezioni politiche si schierò, insieme a Raffaele Monaco La Valletta, fra i difensori di un'interpretazione rigorosa del non expedit e della continuità con gli indirizzi dell'ultimo Pio IX.
La sua produzione erudita si concentrò sull'archeologia cristiana, sull'agiografia e sulla storia ecclesiastica. Pubblicò studi sulle catacombe di Chiusi, sugli atti dei martiri Agnese e Cecilia, su papa Zaccaria e sui santi Cirillo e Metodio, affiancando la ricerca monumentale alla difesa delle tradizioni religiose.
Morì a Firenze il 2 ottobre 1887.
Bibliografia
- Giuseppe Bovini, Bartolini, Domenico, in Enciclopedia Cattolica, Ente per l'Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, Città del Vaticano 1949, vol. II, coll. 908-909.
- Saretta Marotta, Il «non expedit», in Cristiani d'Italia, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2011, edizione online.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 117-121.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]