Commissariato inquisitoriale di Orano

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Orano (Orán, nell’attuale Algeria), conquistata dagli spagnoli nel 1509, fu uno dei principali luoghi di intervento dell’Inquisizione spagnola sulla sponda meridionale del Mediterraneo. La sua storia inquisitoriale è strettamente legata a quella del vicino porto di Mazalquivir, oggi Mers el-Kébir, e del tribunale di Murcia.

Nel marzo 1516 vi fu nominato un inquisitore. L’organizzazione di un tribunale locale incontrò tuttavia difficoltà, in particolare per la carenza di personale giuridico, che ne impedirono il pieno funzionamento. Il distretto inizialmente distinto venne subordinato a Murcia il 22 luglio 1525 e soppresso nel 1536. Occorre quindi distinguere questa breve esperienza istituzionale dal successivo e più duraturo commissariato dipendente dal tribunale murciano.

Il commissario, incarico spesso esercitato dal vicario ecclesiastico, raccoglieva denunce e testimonianze e trasmetteva gli atti agli inquisitori di Murcia, dove potevano essere trasferiti anche gli imputati. L’attività riguardò soprattutto cristiani accusati di essere passati all’islam, fra i quali soldati disertori e persone reduci dalla cattività, ma anche altri comportamenti ritenuti contrari all’ortodossia. La documentazione illumina così i rapporti fra controllo religioso, vita delle guarnigioni e mobilità mediterranea. Il ricorso agli editti di grazia favorì la riconciliazione dei rinnegati che si presentavano spontaneamente, mostrando come la repressione si accompagnasse al tentativo di ricondurre i battezzati alla comunità cattolica.

Vedi anche: Atlante dell’Inquisizione spagnola

Bibliografia

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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