Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Carlo Perosi (Tortona, 18 dicembre 1868 – Roma, 22 febbraio 1930) è stato un cardinale e funzionario della Curia romana, consultore della Congregazione del Sant'Uffizio dal 1915 e assessore del dicastero dal 1916 al 1926, oltre che membro della Congregazione in qualità di cardinale dal 1929 alla morte.
Nacque in una famiglia di musicisti. Il padre Giuseppe Perosi era maestro di cappella della cattedrale di Tortona; suoi fratelli furono il compositore Lorenzo Perosi, dal 1898 direttore perpetuo della Cappella musicale pontificia Sistina, e il sacerdote e musicista Marziano Perosi.
Dopo la formazione ecclesiastica fu ordinato sacerdote l'8 novembre 1891. Proseguì gli studi giuridici a Roma presso il Pontificio Seminario Romano di Sant'Apollinare, risiedendo nel Pontificio Seminario Lombardo. Tornato nella diocesi di Tortona, insegnò filosofia e teologia nel seminario diocesano.
Trasferitosi stabilmente a Roma, intorno al 1904 entrò come officiale nella Penitenzieria apostolica. Il 12 settembre dello stesso anno fu nominato consultore della Congregazione del Concilio e il 28 marzo 1906 consultore della Congregazione delle Indulgenze e delle Sacre Reliquie. Nel 1907 fu impiegato nella visita apostolica dei seminari della Sicilia, una delle ispezioni promosse durante il pontificato di Pio X nel quadro della riorganizzazione della formazione ecclesiastica e della repressione del modernismo.
Il 20 ottobre 1908 divenne sostituto della nuova Congregazione Concistoriale, istituita con la riforma della Curia attuata da Pio X. Il 7 dicembre 1911 fu nominato reggente della Penitenzieria apostolica. La sua carriera fu dunque principalmente quella di un canonista e amministratore curiale, al quale furono affidati incarichi che richiedevano competenza giuridica e sicura adesione all'indirizzo dottrinale romano.
Il 20 gennaio 1915 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio e prestò giuramento il successivo 27 gennaio. L'8 dicembre 1916 Benedetto XV lo scelse quale successore di Donato Sbarretti nell'ufficio di assessore. Perosi lasciò contestualmente la reggenza della Penitenzieria, ma assunse formalmente il nuovo incarico soltanto il 10 gennaio 1917, giorno del giuramento. Per questa ragione l'inizio del suo assessorato viene indicato, a seconda dei repertori, nel 1916 oppure nel 1917.
Rimase assessore per quasi dieci anni. In questa veste coordinò l'attività ordinaria del Sant'Uffizio negli ultimi anni del pontificato di Benedetto XV e durante la prima parte di quello di Pio XI. Il periodo fu caratterizzato dal graduale superamento delle forme più estreme della mobilitazione antimodernista, senza che venisse meno la funzione di vigilanza dottrinale esercitata dalla congregazione.
Pio XI lo creò cardinale diacono di Sant'Eustachio nel concistoro del 21 giugno 1926. Il 9 dicembre dello stesso anno fu nominato membro della Congregazione dei Sacramenti. Durante la malattia del cardinale Gaetano De Lai, dal febbraio 1928 svolse le funzioni di prosegretario della Congregazione Concistoriale; il 1º novembre 1928 ne divenne segretario effettivo.
Il 27 agosto 1929 fu aggregato, tra le altre, alle congregazioni del Sant'Uffizio, del Concilio, per gli Affari ecclesiastici straordinari, dei Religiosi e degli Studi. Tornò quindi nel Sant'Uffizio come cardinale inquisitore, dopo avervi operato prima come consultore e poi come assessore. Morì a Roma il 22 febbraio 1930.
Perosi può essere collocato nell'ambiente curiale conservatore e antimodernista formatosi sotto Pio X.
Opere
- Opuscula moralia, Milano 1902.
Bibliografia
- Acta Apostolicae Sedis, 7 (1915), p. 58; 8 (1916), p. 496; 19 (1927), p. 36; 21 (1929), p. 611.
- Acta Sanctae Sedis, 37 (1904), p. 227.
- Analecta ecclesiastica, 12 (1904), p. 430; 14 (1906), p. 140.
- Niccolò Del Re, La Curia romana. Lineamenti storico-giuridici, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1970³, p. 125.
- Il cardinale Carlo Perosi, in "La Civiltà Cattolica", 81 (1930), I, pp. 551-552.
- Herman H. Schwedt, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation, 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1160-1161.
- Giovanni Vian, La riforma della Chiesa per la restaurazione cristiana della società. Le visite apostoliche delle diocesi e dei seminari d'Italia promosse durante il pontificato di Pio X, 1903-1914, Herder, Roma 1998.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]