Pedicini, Carlo Maria

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Carlo Maria Pedicini (Benevento, 2 novembre 1769 - Roma, 19 novembre 1843) è stato un cardinale e uomo di Curia, consultore e poi membro della Congregazione del Sant'Uffizio.

Figlio del marchese Domizio Pedicini e di Beatrice Vulcano, studiò al Collegio Nazareno e quindi all'Accademia dei Nobili Ecclesiastici. Nel 1792 divenne referendario delle Segnature e successivamente entrò nella Congregazione dei Riti, nella Congregazione del Concilio e nella Consulta.

Dopo la Restaurazione collaborò alla riorganizzazione dell'amministrazione pontificia. Ordinato sacerdote nel 1815, divenne segretario della Congregazione per l'Esame dei Vescovi e quindi segretario di Propaganda Fide.

Il 15 agosto 1816 fu nominato consultore della Congregazione del Sant'Uffizio e il 24 agosto assunse l'incarico mediante giuramento.

Pio VII lo creò cardinale il 10 marzo 1823. Negli anni successivi fu membro di numerose congregazioni e nel 1826 divenne prefetto della Congregazione dell'Immunità Ecclesiastica. Nel 1830 fu nominato prefetto della Congregazione dei Riti e cardinale vescovo di Palestrina.

Il 4 febbraio 1831 divenne prefetto di Propaganda Fide. Il 5 marzo 1831 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 16 marzo giurò come cardinale inquisitore.

Nel 1840 passò alla sede suburbicaria di Porto e Santa Rufina. Morì a Roma il 19 novembre 1843.

Vicino e protetto da Bartolomeo Pacca, Pedicini condivise un orientamento fortemente papalista e restauratore. La sua religiosità, caratterizzata dalla valorizzazione dell'autorità pontificia e dalla vicinanza ad ambienti devozionali come quello di Anna Maria Taigi, lo colloca nel campo più intransigente e conservatore della Chiesa del suo tempo, pur non essendo stato uno dei principali protagonisti politici dello zelantismo curiale.

Bibliografia

  • Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 447-448.
  • Claudio Canonici, Pedicini, Carlo Maria, in DBI, vol. 82 (2015).
  • MORONI, vol. LII (1851), p. 32.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1148-1151.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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