Bonfiglioli, Casimiro

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Casimiro Bonfiglioli (Medicina, Bologna, 1820 – 1898) fu un militare, patriota e scrittore bolognese che, nella seconda metà dell'Ottocento, divenne una delle figure più rappresentative dello spiritismo cristiano italiano. La sua opera principale, Lo spiritismo nell'umanità (1888), costituisce uno dei tentativi più originali di conciliare la comunicazione medianica con un cristianesimo di impronta anticlerica e liberal-risorgimentale, articolando una teologia dell'aldilà ricca di echi danteschi e di suggestioni cosmiche.

Vita e formazione

Nato a Medicina, in provincia di Bologna, Bonfiglioli condusse una vita segnata dal duplice impegno militare e letterario. Fu espulso dalla guardia civica cittadina nel 1848 per insubordinazione, dopo aver rifiutato di ritirarsi durante la difesa di Forte Marghera, bastione strategico veneziano nella prima guerra d'indipendenza italiana. Si mosse anche negli ambienti letterari, acquisendo un modesto riconoscimento come poeta e drammaturgo. Cattolico devoto di simpatie liberali, accolse con entusiasmo l'elezione di Pio IX nel 1846, dedicando al nuovo pontefice una «commossa composizione poetica» in celebrazione del suo decreto di amnistia.

La conversione allo spiritismo (1864)

La svolta verso lo spiritismo avvenne nel giugno 1864, quando Bonfiglioli incontrò il medium Ortensio Della Valle. Da quel momento in poi, tenne trascrizioni meticolose delle comunicazioni ricevute dal mondo degli spiriti, accumulando nel corso degli anni un corpus di quasi tremila pagine. Questi messaggi — spesso in versi, attribuiti a un'ampia gamma di interlocutori, da eresiarchi e filosofi a sovrani e repubblicani — combinavano ammonimenti, preghiere e consigli etici destinati a guidare il progresso spirituale dell'umanità.

Lo spiritismo nell'umanità (1888)

Il volume Lo spiritismo nell'umanità: Studi (Bologna: Premiato Stabilimento Tipografico Successori Monti, 1888) sistematizzò il pensiero di Bonfiglioli in una proposta teologica originale. L'opera si colloca all'interno del movimento italiano dello «spiritismo cristiano», emerso negli anni Ottanta dell'Ottocento, che tentava di integrare la comunicazione medianica in un rinnovato quadro cristiano — né cattolicesimo ortodosso né spiritismo kardeciano, ma un sistema ibrido che trovò nel contemporaneo Enrico Dalmazzo (alias Teofilo Coreni) il suo altro principale esponente.

La difesa della superiorità del cristianesimo in Bonfiglioli è permeata di motivi esoterici. Nella sua visione, gli antichi ebrei — attraverso lo Zohar — erano diventati custodi privilegiati della rivelazione divina. Gesù aveva rinnovato il mondo attraverso il Vangelo, descritto come «il vero libro per l'Umanità, il solo fondamento dell'ordine sociale, e la Croce, eterno simbolo di fede, speranza e amore, fonte di consolazione per le sofferenze umane, insegna imperituro per la libertà dei popoli e perpetua condanna di ogni tirannide».

Su un punto fondamentale Bonfiglioli si discosta nettamente dall'ortodossia kardeciana: rifiutando la reincarnazione, che attribuisce all'inganno di spiriti malevoli, sostiene che l'anima «preesiste nel grembo di Dio» e ascende all'eternità dopo una singola esistenza terrena. In contrasto con la serena e progressiva visione dell'aldilà di Allan Kardec, la geografia spirituale di Bonfiglioli è marcatamente tetra: l'oltretomba è popolato da spiriti condannati a tormenti in paesaggi infernali che echeggiano la Commedia di Dante, dove eresiarchi, adulteri, papi corrotti, materialisti e gesuiti soffrono in «caverne fiammeggianti e orribili abissi».

Anticlericalismo e cosmologia spiritualista

Bonfiglioli era aspramente anticlerical. La sua forma di spiritismo si caratterizzava anche per l'inclusione di alcuni dei primi esempi italiani di canalizzazione extraterrestre: Lo spiritismo nell'umanità conteneva resoconti dettagliati di spiriti provenienti da altri pianeti — civiltà generalmente più avanzate della nostra, ma anch'esse esposte a minacce esistenziali, con alcuni pianeti descritti come inghiottiti dalle fiamme. Questi esseri cosmici descrivevano mondi con più soli, atmosfere profumate e società in cui il potere temporale e quello religioso erano rigorosamente separati: una teologia cosmica con implicazioni politiche trasparenti.

Significato storico

Bonfiglioli rappresenta una delle espressioni più originali dello spiritismo cristiano italiano: radicato nel risorgimentalismo cattolico liberale degli anni Quaranta, convertito allo spiritismo nel momento stesso in cui la Santa Sede condannava Kardec (1864), e infine autore di un sistema in cui la comunicazione con i morti si proiettava in una cosmologia ultraterrena con risonanze dantesche. La sua opera va letta in parallelo con quella di Dalmazzo/Coreni: insieme, questi due autori documentano il tentativo italiano di costruire uno spiritismo alternativo al modello francese, capace di conciliarsi con un orizzonte cristiano pur radicalmente anticlericale.

Fonti e bibliografia

Fonti primarie

  • Casimiro Bonfiglioli, Lo spiritismo nell'umanità: Studi, Premiato Stabilimento Tipografico Successori Monti, Bologna 1888.

Fonti secondarie

  • Raffaele R. Gattei, «Un letterato e patriota medicinese poco noto: Casimiro Bonfiglioli», Brodo di serpe: Miscellanea di cose medicinesi, 11 (dicembre 2013), pp. 92–97. Medicina: Pro Loco Medicina.

Nota bene

Questa voce è parte della sezione trasversale Mesmerismo, occultismo, spiritismo. Eterodossie del XIX secolo tra correnti esoteriche e nuove spiritualità.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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