Besant, Annie

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Annie Besant (1847 – 1933), nata Wood, fu una delle figure più influenti della Società Teosofica, di cui divenne guida principale in seguito alla morte di Helena Petrovna Blavatsky. La sua opera Esoteric Christianity, or the Lesser Mysteries (Londra, 1901) rappresentò il principale punto di riferimento della risposta cattolica alla Teosofia nel primo decennio del Novecento. Il volume esprimeva un sistematico tentativo di reinterpretare i dogmi e i riti cristiani in chiave esoterica, che i polemisti cattolici considerarono tanto più pericoloso in quanto si presentava non come rifiuto del messaggio evangelico ma come il suo approfondimento riservato agli «iniziati».

Da libera pensatrice a guida della Società Teosofica

Besant aveva percorso una traiettoria intellettuale singolare prima di approdare alla Teosofia: propagandista del libero pensiero e militante laica nell'Inghilterra vittoriana, si avvicinò alla Società Teosofica nell'ultima decade dell'Ottocento, divenendone in breve una delle voci più autorevoli. Dopo la morte di Blavatsky nel 1891, Besant orientò il movimento verso una più esplicita valorizzazione delle tradizioni religiose — e in particolare del rapporto tra esoterismo e cristianesimo —, producendo una serie di opere destinate a suscitare viva attenzione tanto negli ambienti teosofi quanto nei circoli apologetici cattolici.

Esoteric Christianity (1901): «disciplina arcani» e cristologia esoterica

L'opera che più di ogni altra definì il profilo dottrinale di Besant agli occhi della polemica cattolica fu Esoteric Christianity, or the Lesser Mysteries (Londra, 1901). La tesi di fondo di Besant è che il cristianesimo storico nelle sue forme pubbliche e istituzionali sarebbe soltanto la faccia essoterica di un insegnamento più profondo, una disciplina arcani perduta che aveva caratterizzato le origini della Chiesa e che la Teosofia era ora chiamata a recuperare. Questa conoscenza superiore — accessibile soltanto a un'élite spirituale di iniziati, mentre le masse si accontentavano della dottrina nella sua forma simbolica — corrispondeva alle «tradizioni sapienziali» comuni alle grandi religioni dell'umanità, di cui il cristianesimo non sarebbe che una manifestazione particolare. La strategia argomentativa di Besant consisteva nel leggere i dogmi cristiani — Trinità, espiazione, redenzione, sacramenti — come cifre esoteriche di verità più elevate, e nel fondare questa lettura su fonti patristiche opportunamente selezionate.

La parte più rilevante — e più contestata — di Esoteric Christianity riguardava la figura di Cristo, articolata da Besant in una triplice distinzione: il Cristo storico, formato tra gli Esseni e, secondo Besant, influenzato dai missionari buddhisti e dalle dottrine religiose indiane giunte in Palestina nel I secolo a.C.; il Cristo mitico, un archetipo ricorrente in tutti i sistemi mitologici dell'umanità — comparabile nella sua universalità alle analisi comparative di Friedrich Max Müller —, non un individuo storico unico ma l'espressione di un'esperienza spirituale collettiva; e il Cristo mistico, la dimensione interiore dell'esperienza di Cristo come realtà vivente nell'anima dell'iniziato. A questa cristologia si accompagnava la reinterpretazione della Trinità, dell'espiazione e dei sacramenti come forme esoteriche di un sapere cosmico — lettura che, a giudizio dei polemisti cattolici, svuotava il dogma del suo contenuto rivelato riducendolo a metafora iniziatica.

La risposta cattolica: Busnelli e la Civiltà Cattolica (1908–1911)

Il gesuita Giovanni Busnelli dedicò la parte più consistente della sua campagna anti-teosofica sulla Civiltà Cattolica (1908–1911) alla confutazione del sistema besantiano, riconoscendo implicitamente in Besant il bersaglio più autorevole e intellettualmente attrezzato della Teosofia di primo Novecento. La critica investiva non solo le singole dottrine — reincarnazione, karma, cristologia esoterica — ma la struttura epistemologica dell'intero progetto: la pretesa di accedere alle origini del cristianesimo attraverso vie iniziatiche equivaleva, nel giudizio di Busnelli, a sostituire la rivelazione con una gnosi privata e il magistero ecclesiastico con l'autorità personale dell'«iniziato». Quanto alla «disciplina arcani» rivendicata da Besant, Busnelli concluse — citando le fonti patristiche — che si trattava di nient'altro che di un cumulo di dottrine attinte ««non nel mare del cristianesimo primitivo e auten- tico, bensì nei pantani e nelle paludi del paganesimo, e dell'eresia, dove le avevan gettate i Papi, i Padri ed i concilii, quasi feccia e scopatura di lor casa» (Busnelli 1909, p. 289).

Significato storico

Il nome di Besant è associato, nell'ambito della risposta cattolica all'esoterismo, alla stagione in cui la Teosofia cessò di essere percepita come una curiosità esotica per diventare un sistema dottrinale organico, capace di sfidare il cattolicesimo sul terreno dell'esegesi scritturistica e della storia delle origini cristiane. La condanna del Sant'Uffizio del 1919 — che colpì la Società Teosofica nel suo insieme — rappresentò la risposta istituzionale definitiva a una stagione di confronto in cui le opere di Besant avevano occupato il centro del dibattito. Lo stesso Busnelli, nel dicembre 1912, avrebbe visto la leggenda da lui alimentata su Rudolf Steiner — descritto nel 1911 come «già prete cattolico» — rispecchiarsi curiosamente nell'accusa che Besant rivolgeva ad Adyar a Steiner di essere stato «formato dai gesuiti»: un'ironia che rivela quanto il repertorio delle polemiche circolasse liberamente tra i due fronti dello scontro.

Fonti e bibliografia

Fonti primarie

  • Annie Besant, Esoteric Christianity or the Lesser Mysteries, Theosophical Publishing Society, Londra 1901.
  • Giovanni Busnelli, “L’esoterismo negli inizi del Cristianesimo secondo la teosofia”, La Civiltà Cattolica 1909 (1), 273–83.

Fonti accademiche

Nota bene

Questa voce è parte della sezione trasversale Mesmerismo, occultismo, spiritismo. Eterodossie del XIX secolo tra correnti esoteriche e nuove spiritualità.

Article written by Francesco Baroni | Ereticopedia.org © 2026

et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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