Cagiano de Azevedo, Antonio Maria

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Antonio Maria Cagiano de Azevedo (Santopadre, 14 dicembre 1797 – Roma, 13 gennaio 1867) è stato un cardinale, membro della Congregazione dell'Indice e della Congregazione del Sant'Uffizio.

Figlio del cavaliere Ottavio Cagiano de Azevedo e di Mariangela Zagaroli, apparteneva a una famiglia nobile originaria dell'Italia meridionale, imparentatasi nel Settecento con la famiglia portoghese de Azevedo. Dal 1817 frequentò la Pontificia Accademia dei Nobili Ecclesiastici e il 22 luglio 1819 conseguì presso la Sapienza il dottorato in utroque iure.

Fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1824. Iniziò la carriera come avvocato concistoriale e segretario del decano della Sacra Romana Rota. Nel 1830 divenne auditore della Camera apostolica, assessore del tribunale del Governatore di Roma e referendario delle Segnature. Fu quindi governatore di Spoleto, governatore di Perugia e, tra il 1836 e il 1837, prolegato a Ferrara. Richiamato a Roma, fu segretario della Congregazione della Consulta, rettore della Sapienza e auditore generale della Camera apostolica.

Il 22 gennaio 1844 Gregorio XVI lo nominò vescovo di Senigallia e lo creò cardinale; il 25 gennaio ricevette il titolo di Santa Croce in Gerusalemme e fu aggregato alla Consulta, alla Congregazione dei Vescovi e Regolari e alla Congregazione dell'Indice. Fu consacrato vescovo dallo stesso pontefice l'11 febbraio 1844.

Partecipò al conclave del 1846, nel quale fu eletto Pio IX. Il 18 luglio 1848 rinunciò al governo della diocesi di Senigallia e fece ritorno a Roma. Il 24 aprile 1850 entrò nella Congregazione della Visita apostolica.

Il 18 marzo 1852 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il successivo 31 marzo prestò giuramento come cardinale inquisitore. Il 27 giugno 1853 divenne prefetto della Congregazione del Concilio. Il 23 giugno 1854 optò per l'ordine dei cardinali vescovi e per la sede suburbicaria di Frascati. Fu camerlengo del Collegio cardinalizio tra il 1855 e il 1856 e il 26 settembre 1860 venne nominato penitenziere maggiore.

Cagiano de Azevedo fu coinvolto nei lavori preparatori del Sillabo, sul cui progetto formulò osservazioni di carattere giuridico e dottrinale. La sua formazione e la sua carriera lo collocano nel conservatorismo ultramontano della Curia di Pio IX, anche se il suo profilo fu prevalentemente quello di un giurista e amministratore ecclesiastico e risulta meno nettamente intransigente di quello di Della Genga o Fornari.

Morì a Roma il 13 gennaio 1867 e fu sepolto nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

Opere

  • De judicum natura, dignitate, ac munere dissertatio, Romae 1824.
  • Della natura e carattere essenziale dei concordati. Dissertazione, Parigi 1850; II ed., Roma 1872.

Bibliografia

  • Philippe Boutry, Souverain et pontife. Recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration, 1814-1846, École française de Rome, Roma 2002, pp. 328-330.
  • Tommaso De Bernardis, Un porporato del secolo scorso: il cardinale Antonio Maria Cagiano de Azevedo, gloria della Chiesa di Ciociaria, Casamari 1963.
  • Niccolò Del Re, I cardinali prefetti della Sacra Congregazione del Concilio dalle origini ad oggi (1564-1964), in La Sacra Congregazione del Concilio. Quarto centenario dalla fondazione (1564-1964). Studi e ricerche, Tipografia Poliglotta Vaticana, Città del Vaticano 1964, pp. 265-307, in particolare pp. 295-296.
  • Stefano Gizzi, Il cardinale Antonio Maria Cagiano de Azevedo, vescovo di Senigallia, e due lettere inedite del cardinale G.M. Mastai Ferretti, arcivescovo di Imola, scritte alla vigilia del conclave del 1846, in "Pio IX", 25, 1996, pp. 32-57.
  • Stefano Gizzi, Le osservazioni del cardinale Antonio Maria Cagiano de Azevedo sul progetto del Sillabo degli errori, in Pio IX, 27 (1998), pp. 95-101.
  • Stefano Gizzi, Un grande giurista amico di Pio IX. Il cardinale Antonio Maria Cagiano de Azevedo, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1998.
  • Raffaele Luttazi, Alla cara memoria del signor cardinale Antonio Maria Cagiano de Azevedo, penitenziere maggiore e vescovo di Frascati, Tipografia Salviucci, Roma 1867.
  • Remigius Ritzler, Pirminus Sefrin, Hierarchia catholica medii et recentioris aevi sive Summorum Pontificum, S.R.E. Cardinalium, Ecclesiarum Antistitum series e documentis tabularii praesertim Vaticani collecta, digesta, edita, vol. VII, A pontificatu Pii PP. VII (1800) usque ad pontificatum Gregorii PP. XVI (1846), Typis et Sumptibus Domus Editorialis «Il Messaggero di S. Antonio», Padova 1968, pp. 33, 41 e 342.
  • Herman H. Schwedt, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation, 1814-1917, vol. I, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 239-240.
  • Christoph Weber, Kardinäle und Prälaten in den letzten Jahrzehnten des Kirchenstaates. Elite-Rekrutierung, Karriere-Muster und soziale Zusammensetzung der kurialen Führungsschicht zur Zeit Pius' IX. (1846-1878), Anton Hiersemann, Stuttgart 1978, vol. II, pp. 446-447.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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