Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Antonio Francesco Orioli (Bagnacavallo, 10 dicembre 1778 - Roma, 20 febbraio 1852), al secolo Orazio Maria Luigi Orioli, è stato un cardinale francescano conventuale, teologo e vescovo, consultore e poi membro della Congregazione dell'Indice e membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Entrato giovanissimo nell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, professò il 6 maggio 1793. Studiò teologia nei collegi dell'ordine a Bologna e Parma e quindi al Collegio di San Bonaventura a Roma, dove conseguì il dottorato in teologia. Insegnò diritto canonico e fu reggente del collegio di Città di Castello.
Durante il periodo napoleonico seguì in esilio il ministro generale Giuseppe Maria De Bonis e trascorse successivamente alcuni anni a Milano. Tornato a Roma, riprese l'insegnamento al Collegio di San Bonaventura.
Il 18 dicembre 1820 fu nominato consultore della Congregazione dell'Indice. Svolse inoltre funzioni di teologo presso diversi cardinali membri del Sant'Uffizio e partecipò attivamente all'Accademia di Religione Cattolica, della quale fu anche segretario.
Negli anni venti fu vicino alle posizioni del primo Lamennais e conobbe Antonio Rosmini, del quale inizialmente apprezzò gli orientamenti filosofici e religiosi. Nel 1830, come consultore dell'Indice, espresse un giudizio favorevole sul Nuovo saggio sull'origine delle idee. Successivamente prese però le distanze dall'evoluzione politica di Lamennais.
Nel 1832 divenne vicario generale del proprio ordine e il 15 aprile 1833 fu nominato vescovo di Orvieto.
Gregorio XVI lo creò cardinale nel concistoro del 12 febbraio 1838, assegnandogli il titolo di Santa Maria sopra Minerva.
Il 25 gennaio 1841 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 3 febbraio giurò come cardinale inquisitore.
Il 4 gennaio 1842 fu nominato membro della Congregazione dell'Indice. Nel 1843 divenne cardinale protettore dei Frati Minori Conventuali.
Sotto Pio IX fu nominato prefetto della Congregazione dei Vescovi e Regolari e membro della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari. Nel febbraio 1848 entrò nella commissione incaricata della riforma delle istituzioni dello Stato pontificio, pur mostrando una netta avversione per il sistema parlamentare. Dal 4 maggio al 2 giugno 1848 ricoprì inoltre gli incarichi di pro-segretario di Stato e presidente del Consiglio dei ministri.
Dopo la fuga di Pio IX raggiunse il pontefice a Gaeta e partecipò alla commissione per la preparazione della definizione dell'Immacolata Concezione. Come membro dell'Indice prese parte nel 1849 alle decisioni che portarono alla condanna delle opere di Rosmini, Ventura e Gioberti.
Morì a Roma il 20 febbraio 1852.
Il percorso di Orioli riflette i tempi complessi in cui visse e operò. La iniziale vicinanza a Lamennais e Rosmini e la partecipazione alla commissione riformatrice del 1848 si accompagnarono, nella maturità, a una crescente diffidenza verso il liberalismo politico e alla partecipazione alla politica dottrinale del pontificato di Pio IX.
Bibliografia
- Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 437-438.
- Romolo Comandini, Notizia della vita del Cardinale Anton Francesco Orioli (1778-1852) e della sua amicizia per Antonio Rosmini, in "Studi Romagnoli", 21, 1970, pp. 207-219.
- Ignazio Veca, Orioli, Orazio Maria Luigi, in DBI, vol. 79 (2013).
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1077-1083.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]