Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
HOW TO CITE | EDITORIAL GUIDELINES | CODE OF CONDUCT | LIST OF ABREVIATIONS
Antonio Domenico Gamberini (Imola, 31 ottobre 1760 - Roma, 25 aprile 1841) è stato un cardinale e uomo di governo pontificio, membro della Congregazione del Sant'Uffizio.
Figlio di Giovanni Agostino Gamberini e di Margherita Zappi, proveniva da una famiglia imolese legata alle professioni giuridiche. Dopo una prima formazione sotto la guida del padre, nel 1782 entrò nell'Accademia dei Nobili Ecclesiastici di Roma e nel 1784 conseguì il dottorato in utroque iure.
Costretto ad allontanarsi da Roma durante la Repubblica romana del 1798, esercitò per alcuni anni l'avvocatura a Imola. Dopo la Restaurazione riprese la carriera nell'amministrazione pontificia: nel 1814 fu assessore civile della legazione di Forlì, nel 1818 referendario delle Segnature e nel 1819 uditore della Sacra Rota.
Nel 1823 fu nominato segretario della Congregazione del Concilio. Ordinato sacerdote nel 1824, il 19 dicembre 1825 divenne vescovo di Orvieto.
Leone XII lo creò cardinale il 15 dicembre 1828. L'anno successivo entrò nelle Congregazioni del Concilio, dei Riti, della Consulta e del Buon Governo.
Nel febbraio 1833, in seguito alla riorganizzazione della Segreteria di Stato voluta da Gregorio XVI, fu posto a capo della nuova Segreteria per gli Affari di Stato interni. Assunse inoltre la prefettura della Consulta e della Congregazione Lauretana. In tali incarichi cercò di razionalizzare l'amministrazione pontificia attraverso una più precisa regolamentazione degli uffici, il contenimento della spesa e una maggiore efficienza dell'apparato statale.
Il 16 aprile 1833 fu nominato membro della Congregazione del Sant'Uffizio e il 17 aprile giurò come cardinale inquisitore.
L'attività di governo di Gamberini fu caratterizzata soprattutto dall'interesse per le questioni amministrative e giuridiche, in un'ottica di razionalizzazione degli apparati. Promosse interventi nel settore delle acque e delle strade, della sanità, dell'organizzazione finanziaria e della giustizia e tentò, senza riuscire a portarla a compimento, una riforma dell'ordinamento giudiziario. La sua impostazione entrò in contrasto con quanti, tra i quali Luigi Lambruschini, temevano che la razionalizzazione amministrativa indebolisse il carattere ecclesiastico dello Stato pontificio.
Nel 1839 divenne cardinale vescovo di Sabina. Lasciata nel 1840 la Segreteria per gli Affari interni, fu nominato prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura di Giustizia.
Morì a Roma il 25 aprile 1841.
Bibliografia
- Philippe Boutry, Souverain et pontife: recherches prosopographiques sur la Curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), École française de Rome, Rome 2002, pp. 390-391.
- Giuseppe Monsagrati, Gamberini, Anton Domenico, in DBI, vol. 52 (1999).
- MORONI, vol. XXVIII (1844), pp. 158-160.
- Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von romischer Inquisition und Indexkongregation: 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. I, pp. 642-643.
Article written by Redazione | Ereticopedia.org © 2026
et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]