Corro, Antonio del, il vecchio

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Antonio del Corro il vecchio (San Vicente de la Barquera, ca. 1472 - Siviglia, 29 luglio 1556) è stato un giurista, canonico e inquisitore spagnolo, attivo per quasi mezzo secolo nei tribunali inquisitoriali di Cuenca e Siviglia.

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Cenni biografici

Laureato in diritto e vicino al cardinale Francisco Jiménez de Cisneros, nel 1509 Antonio del Corro entrò al servizio dell'Inquisizione come inquisitore a Cuenca. Vi operò fino al 1525, quando fu trasferito al tribunale di Siviglia, città nella quale ricoprì anche la dignità di canonico della cattedrale e proseguì la propria carriera inquisitoriale sino alla morte.

Le testimonianze sulla sua attività restituiscono un profilo non privo di contraddizioni. Se negli anni di Cuenca fu bersaglio di pesanti accuse di avidità, abusi e arricchimento personale, nella successiva fase sivigliana sembra essersi distinto per un atteggiamento più prudente nei confronti di personaggi vicini all'erasmismo e alle nuove correnti evangeliche. Questa disposizione emerse nel procedimento contro Juan de Ávila del 1531 e, successivamente, nelle controversie intorno alla censura degli scritti di Erasmo negli anni Quaranta.

Un episodio particolarmente significativo riguarda il processo del 1552 contro Juan Gil (il dottor Egidio). Le Sanctae Inquisitionis Hispanicae artes (Heidelberg 1567), apparse sotto lo pseudonimo di Reginaldus Gonsalvius Montanus, presentano Corro ormai anziano come un venerandus senex favorevole all'imputato, del quale avrebbe apprezzato la religiosità, giudicando invece negativamente il comportamento dei suoi accusatori. Trattandosi di un'opera apertamente ostile al Sant'Uffizio spagnolo, la testimonianza richiede cautela; rimane tuttavia indicativa della reputazione di moderazione associata a Corro nell'ultima fase della sua carriera.

Stretti rapporti familiari lo univano al più giovane Antonio del Corro, che sarebbe in seguito divenuto un noto esule protestante spagnolo. L'inquisitore gli destinò la propria consistente raccolta libraria, disponendo che, dopo la morte del giovane, essa fosse trasferita alla chiesa parrocchiale di San Vicente de la Barquera. Tale disposizione testamentaria sembra però non essere mai stata pienamente eseguita.

Un aspetto meno noto della sua personalità emerge da alcune lettere rivolte al parente Juan de Estrada. In esse Corro appare pienamente inserito nella cultura mondana del Rinascimento e si cimenta nella formulazione di una sorta di "codice d'amore", nel quale trovano spazio motivi sentimentali ed erotici assai lontani dall'immagine convenzionale dell'austero inquisitore.

Il testamento, redatto nel luglio 1556 e conservato presso la Biblioteca de Menéndez Pelayo di Santander, documenta inoltre l'entità del patrimonio accumulato, comprendente anche schiavi e schiave, nonché la sua particolare devozione per l'ordine francescano. Una parte rilevante delle sue sostanze fu destinata ai familiari e a iniziative benefiche nella natia San Vicente de la Barquera: vi promosse un ospedale per l'assistenza di poveri e pellegrini e istituì due prebende per consentire a giovani del luogo di compiere studi universitari.

Morì a Siviglia il 29 luglio 1556, ormai ottantaquattrenne. Nella chiesa di Santa María de los Ángeles di San Vicente de la Barquera si conserva il monumento sepolcrale da lui voluto, nel quale è rappresentato disteso con un libro aperto tra le mani. La scelta iconografica sottolinea significativamente la dimensione colta del personaggio, mentre l'iscrizione funeraria ne tramanda soprattutto la memoria di canonico sivigliano e di inquisitore impegnato fino alla morte nella repressione dell'haeretica pravitas.

Bibliografia essenziale

  • Marcel Bataillon, Érasme et l'Espagne, texte établi par Daniel Devoto; edité par les soins de Charles Amiel, 3 voll., Droz, Genève 1991.
  • Julio Caro Baroja, El señor inquisidor y otras vidas por oficio, Alianza Editorial, Madrid 1968.
  • Stefania Pastore, Un'eresia spagnola. Spiritualità conversa, alumbradismo e Inquisizione (1449-1559), Olschki, Firenze 2004.
  • Carlos Gilly, Corro, Antonio del, il vecchio, in DSI, vol. I, pp. 419-420.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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