Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Antonio Andrea Galli (Bologna, 30 novembre 1697 – Roma, 24 marzo 1767) è stato un canonico regolare del Santissimo Salvatore, teologo e cardinale, membro della Congregazione del Sant'Uffizio, prefetto della Congregazione dell'Indice e penitenziere maggiore.
Formazione e carriera ecclesiastica
Figlio di Sebastiano Galli e Teresa Maria Mazzoni, proveniva da una famiglia borghese bolognese. Entrò nel 1711 nella comunità dei canonici regolari del Santissimo Salvatore di Bologna e pronunciò la professione religiosa l'11 dicembre 1713. Proseguì gli studi presso San Pietro in Vincoli a Roma e fu ordinato sacerdote nel 1716. Insegnò filosofia e teologia nel convento bolognese del Santissimo Salvatore, conseguì il dottorato in teologia nell'Università di Bologna e fu quindi lettore di teologia a San Pietro in Vincoli.
Nel 1736 divenne abate di Santa Cecilia di Corbara, presso Bologna. Durante il pontificato di Benedetto XIV partecipò all'Accademia liturgica e, dal 5 luglio 1741, alla congregazione speciale incaricata della riforma del breviario. Il 16 aprile 1742 fu nominato assistente del procuratore generale del proprio ordine a Roma; il 13 gennaio 1746 divenne esaminatore dei vescovi. Fu procuratore generale dell'ordine dal 16 maggio 1748 al 1751 e abate generale dal 1751 al 1753.
Benedetto XIV lo creò cardinale il 26 novembre 1753; il 10 dicembre gli fu assegnato il titolo di Sant'Alessio, sostituito nel 1757 con quello di San Pietro in Vincoli. Il 26 novembre 1755 fu nominato penitenziere maggiore.
Attività nelle Congregazioni dell'Indice e del Sant'Uffizio
La sua collaborazione con la Congregazione dell'Indice cominciò prima della promozione cardinalizia: fu nominato relatore il 2 settembre 1727 e consultore il 19 luglio 1729. Nel gennaio 1737 fu presentata una richiesta per la sua nomina a qualificatore del Sant'Uffizio; il provvedimento del 23 gennaio lo ammise invece come revisore, incarico per il quale prestò giuramento il 23 marzo. Divenne qualificatore il 13 maggio 1744, prestando giuramento il 18 maggio successivo.
Dopo la creazione cardinalizia fu nominato membro della Congregazione dell'Indice l'11 dicembre 1753 e, nello stesso mese, entrò nella Congregazione del Sant'Uffizio, prestando giuramento il 12 dicembre. Fece inoltre parte delle Congregazioni dei Riti e dell'Esame dei vescovi; nel 1754 fu aggregato a quelle delle Indulgenze, della Disciplina dei regolari e di Propaganda Fide. Il 14 febbraio 1757 fu nominato prefetto della Congregazione dell'Indice, incarico che mantenne sino alla morte.
La documentazione censita nella prosopografia dell'Inquisizione romana e dell'Indice testimonia una prolungata attività di esame dei libri. Tra gli autori e le opere sui quali redasse pareri figurano Jean Le Clerc, Humphrey Prideaux, Louis Cellot, Alexander Gordon, Jean Hardouin, George Bull e Jean-Alphonse Turrettini. Esaminò inoltre il Trattato degli studj delle donne di Giovanni Niccolò Bandiera e la versione italiana della commedia Il tamburo di Joseph Addison.
Numerosi suoi interventi riguardarono controversie teologiche e religiose contemporanee: gli scritti di Norbert de Bar-le-Duc sulle missioni orientali, la polemica francese intorno alla bolla Unigenitus, la dottrina della grazia, le virtù teologali e le pratiche dei convulsionari. Questa attività lo pose a contatto con alcuni dei principali temi del confronto fra orientamenti agostiniani, giansenisti e gesuitici nella Chiesa settecentesca.
Orientamenti religiosi e ultimi anni
Di formazione agostiniana, Galli si avvicinò agli ambienti antigesuitici e al circolo romano dell'Archetto, conservando tuttavia una posizione moderata e senza aderire alle tesi gianseniste. Fu in rapporto con personalità come Domenico Passionei e Fortunato Tamburini.
Nel maggio 1761 fu uno dei sei cardinali, su tredici, contrari alla condanna del catechismo di François-Philippe Mésenguy. Nello stesso anno assunse l'incarico di ponente nella causa di beatificazione di Juan de Palafox y Mendoza. L'11 gennaio 1766 entrò nella Congregazione per la Correzione dei libri della Chiesa orientale.
Promosse l'arricchimento delle biblioteche del Santissimo Salvatore di Bologna e di San Pietro in Vincoli a Roma, finanziando anche lavori nella basilica romana. Morì a Roma il 24 marzo 1767 e fu sepolto in San Pietro in Vincoli.
Bibliografia
- Dario Busolini, Galli, Antonio Andrea, in DBI, vol. 51 (1998).
- Giovanni Fantuzzi, Notizie degli scrittori bolognesi, Stamperia di San Tommaso d'Aquino, Bologna 1784, vol. IV, pp. 27-30.
- MORONI, vol. XXVIII (1844), pp. 122-123.
- Herman H. Schwedt, Jyri Hasecker, Dominik Höink, Judith Schepers (a cura di), Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1701-1813, Schöningh, Paderborn 2010, vol. I, pp. 550-556.
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]