Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Antonino Diana (Palermo, 1585 - Roma, 20 luglio 1663) è stato un teologo, appartenente all'ordine dei chierici regolari teatini.
Fu ammesso nell'ordine teatino nel 1614 e tenne la professione nel 1616.
Fu studioso di teologia morale di grande fama: i suoi scritti sono raccolti nella miscellanea Resolutionum moralium, edita in più volumi e con importanti aggiunte e integrazioni a partire dal 1628.
Le dodici parti dell'opera, pubblicate fino al 1656, affrontano un'ampia varietà di casi di coscienza. Diana divenne uno dei più noti esponenti del probabilismo: nelle sue risoluzioni confrontava le opinioni dei teologi per individuare le soluzioni moralmente ammissibili nei casi controversi.
Attorno al 1635 era consultore dell'Inquisizione di Sicilia. Giunto a Roma nel 1637, svolse anche l'incarico di esaminatore dei vescovi sotto Urbano VIII, Innocenzo X e Alessandro VII.
Nel 1646 fu nominato qualificatore del Sant'Uffizio. Fece parte della commissione teologica che condannò le tesi di Giansenio.
Nelle Resolutionum moralium dedicò attenzione anche a materie di interesse inquisitoriale, tra cui le denunce, la giurisdizione degli inquisitori, la tortura e le pene.
Morì a Roma il 20 luglio 1663.
Testi on line
Bibliografia
- Santo Burgio, Teologia barocca. Il probabilismo in Sicilia nell'età di Filippo IV, Biblioteca della Società di Storia Patria, Catania 1998.
- Santo Burgio, Diana, Antonino, in DSI, vol. 1, p. 475.
- Paolo Portone, Diana, Antonino, in DBI, vol. 39 (1991).
- Herman H. Schwedt, Die Römische Inquisition. Kardinäle und konsultoren 1601 bis 1700, Herder, Freiburg 2017, pp. 221.
Links
- Scheda su Antonino Diana sul sito Scholastichon
- Scheda su Antonino Diana sul sito Symogih.org
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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque
[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]