Steinhuber, Andreas

Dizionario di eretici, dissidenti e inquisitori nel mondo mediterraneo
Edizioni CLORI | Firenze | ISBN 978-8894241600 | DOI 10.5281/zenodo.1309444
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Andreas Steinhuber (Uttlau, 11 novembre 1825 – Roma, 15 ottobre 1907) è stato un cardinale gesuita; fu consultore della Congregazione del Sant'Uffizio e membro della stessa in qualità di cardinale, rettore del Collegio Germanico-Ungarico e prefetto della Congregazione dell'Indice.

Nato in una famiglia di agricoltori della diocesi di Passau, studiò dal 1845 al 1853 a Roma, come alunno del Collegio Germanico-Ungarico e studente dell'Università Gregoriana. Fu ordinato sacerdote il 19 aprile 1851. Completò la formazione all'Università di Monaco nel 1853-1854 e svolse quindi attività pastorale nella diocesi d'origine.

Il 27 ottobre 1857 entrò nella Compagnia di Gesù a Baumgartenberg, in Austria. Dal 1859 insegnò a Innsbruck, dove nel 1866 divenne professore di teologia dogmatica. Nel 1867 fu chiamato a dirigere il Collegio Germanico-Ungarico di Roma, mantenendone il rettorato fino al 1880. Durante il passaggio di Roma al Regno d'Italia e i successivi provvedimenti contro gli enti ecclesiastici si adoperò per tutelare il collegio e assicurarne la continuità.

Parallelamente assunse incarichi nella Curia romana. Il 6 gennaio 1874 divenne teologo della Penitenzieria apostolica; il 23 giugno 1876 consultore della Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari e il 24 agosto 1885 di Propaganda Fide. Fu nominato consultore del Sant'Uffizio il 1° agosto 1886 e prestò giuramento il 5 agosto seguente.

Leone XIII lo creò cardinale in pectore il 16 gennaio 1893, rendendone pubblica la nomina il 18 maggio 1894. Ricevette la diaconia di Sant'Agata dei Goti. Entrato nella Congregazione dell'Indice il 14 dicembre 1894, nel dicembre 1895 divenne prefetto della Congregazione delle Indulgenze e delle Reliquie. Il 1° ottobre 1896 passò alla prefettura dell'Indice. Il 18 dicembre 1902 fu nominato membro del Sant'Uffizio e nel 1904 entrò nella commissione preparatoria per la codificazione del diritto canonico.

Di orientamento dottrinale intransigente e antiliberale, intervenne nelle controversie sull'americanismo e, come prefetto dell'Indice, sottoscrisse importanti condanne, tra cui quella delle opere del teologo tedesco Herman Schell. Partecipò alla revisione dell'Indice dei libri proibiti pubblicata nel 1900, che conservò l'impianto dell'istituzione censoria. La fermezza dottrinale si accompagnò a una maggiore moderazione in alcune questioni politico-ecclesiastiche.

Fu autore di una storia del Collegio Germanico-Ungarico in due volumi, pubblicata nel 1895 e riproposta in edizione ampliata nel 1906. Morì a Roma il 15 ottobre 1907.

Bibliografia

  • Claus Arnold, Die Römische Indexkongregation und Alfred Loisy am Anfang der Modernismuskrise (1893-1903). Mit besonderer Berücksichtigung von P. Thomas Esser O.P. und einem Gutachten von P. Louis Billot S.J., in «Römische Quartalschrift für christliche Altertumskunde und Kirchengeschichte», 96, 2001, pp. 290-332.
  • Herman H. Schwedt, Steinhuber, Andreas, in Neue Deutsche Biographie, vol. 25, Duncker & Humblot, Berlin 2013, pp. 204-205.
  • Herman H. Schwedt, Tobias Lagatz, Prosopographie von Römischer Inquisition und Indexkongregation 1814-1917, Schöningh, Paderborn 2005, vol. II, pp. 1415-1418.

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et tamen e summo, quasi fulmen, deicit ictos
invidia inter dum contemptim in Tartara taetra
invidia quoniam ceu fulmine summa vaporant
plerumque et quae sunt aliis magis edita cumque

[Lucretius, "De rerum natura", lib. V]

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